24 Giugno 2024

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La Casa Albergo che il comune non vuole più. “Pietra tombale sulla Sesto solidale”

Chiude per sempre a Sesto San Giovanni la storica Casa Albergo. Il comune da tempo ha deciso di metterla in vendita, anche se il percorso verso la liquidazione non è ancora completato. Non importa se la scelta di “monetizzare” ha come conseguenza immediata quella di lasciare per strada un centinaio di persone, tra cui anziani, donne sole con figli e nuclei indigenti. L’amministrazione di destra va avanti nonostante le proteste dell’Unione Inquilini, che ha indetto un a manifestazione per il 25 maggio, che partirà proprio dallo stabile di via Fogagnolo.

La Casa Albergo era stata aperta negli anni ’50 dal sindaco Abramo Oldrini per fornire un riparo temporaneo ai migranti arrivati da molte parti d’Italia a lavorare nelle fabbriche sestesi. Lo ricorda Giorgio Oldrini, figlio di Abramo e sindaco a sua volta della città molti anni dopo. “Molti vivevano in cantine. La giunta comunale di allora decise di costruire una Casa albergo dove gli immigrati trovassero alloggio confortevole almeno per alcuni mesi, in attesa di sistemarsi. Poi il sindaco era Filippo Penati fece un accordo con la Fondazione San Carlo perché venisse utilizzata per casi di rilevanza sociale”, scrive Oldrini sui social,

“Alla nuova inaugurazione partecipò il Cardinale Carlo Maria Martini. Sindaco e giunta di destra hanno cominciato cacciando la San Carlo, hanno messo a bando la Casa e nessuno si è presentato, hanno affidato loro a trattativa privata ad una società che a quanto pare si è dimostrata inadempiente. Non tocca a me valutare la correttezza di quella procedura, ma la decisione di vendere la Casa e di cacciare chi ci risiede è la pietra tombale su una idea di città accogliente e solidale. Oltre tutto in una situazione in cui il sindaco vanta di avere un attivo di 8 milioni nel bilancio appena presentato”, conclude l’ex sindaco.

Redazione "La Città"

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