24 Giugno 2024

Il giornale di Cinisello Balsamo e Nord Milano

Villa Ghirlanda aperta da 50 anni. Storia di come il comune la “conquistò”

di Daniela Gasparini

Il Primo maggio si sono festeggiati i 50 anni dell’apertura al pubblico della Villa Ghirlanda acquistata dal Comune di Cinisello Balsamo con un coraggio procedurale e una visione strategica che desidero ricordare.

Enea Cerquetti sindaco e Sergio Torsani vice-sindaco erano due visionari e coraggiosi amministratori che seppero guardare avanti…..e nonostante che la città stesse vivendo il terremoto migratorio, non si fermarono a rispondere alle emergenze (cosa che fecero benissimo) ma pensarono alla città del futuro con l’acquisto della Villa Ghirlanda, l’avvio del Parco Nord e dell’Ospedale Bassini.

Era il 1971 quando il Sindaco Enea Cerquetti iniziò la trattativa per l’acquisto della villa e nel libro da lui scritto “L’impianto dei servizi sociali negli anni 70” ricorda:  “… l’accordo venne annunciato alla stampa il 16 aprile 1972 ed era fondato sopra il seguente meccanismo: la Fondi Rustici stipulava con il Comune una convenzione di lottizzazione sulle aree che poteva già edificare sulla base del programma di fabbricazione vigente. Gli oneri di urbanizzazione secondaria di questa lottizzazione avrebbero costituito la prima quota di valore da scalare del prezzo di vendita del parco e della villa. Gli oneri di urbanizzazione di ulteriori eventuali lottizzazioni sarebbero stati impiegati per il saldo, che comunque sarebbe potuto avvenire anche con altri mezzi del Comune.

Nel frattempo la fondi rustici consegnava immediatamente in comodato gratuito una vasta porzione del parco verso via dei Ponti, si trattava dell’aria poi usata per le feste politiche, dell’area su cui allora lavorava una floricoltura e infine una porzione del parco propriamente detta che venne recintata con una rete verso una parte non ancora acquisita. L’apertura del pubblico della parte agibile venne effettuata il 1 maggio 1972 con una grande festa. La trattativa preliminare si era svolta nell’inverno tra il 1971 e il 1972.

La consegna immediata e in uso gratuito di una parte del lotto, costituì una sorta di pegno che la Fondi Rustici consegnò al Comune sulla base della fiducia.”

Quell’accordo iniziale si perfezionò nel corso dei due anni successivi, il 1 maggio 1974 fu aperta al pubblico la Villa e l’intero parco, entrambi diventati patrimonio dei cittadini. Molti volevano che la Villa diventasse sede di rappresentanza del Comune ma trovarono l’opposizione del Sindaco Cerquetti e della sua maggioranza che invece destinarono da subito la villa a scopi culturali e sociali. Infatti già nell’estate del 1974 il parco fu usato per concerti, spettacoli teatrali e balletto classico.

La villa era parzialmente aperta perché bisognava ristrutturarla, inoltre nell’ala in cui oggi ha sede il Museo abitavano alcune famiglie. Quando nel 1981 diventai assessore alla cultura, i lavori di ristrutturazione dell’intero complesso erano ancora in corso e non erano ancora stati trasferiti gli abitanti dell’ala sud che occupavano il secondo piano con ingresso da via Sant’Ambrogio.

Ho dato quindi il mio contributo affinché la Villa consolidasse ciò che fin dall’acquisto si era convenuto dovesse essere: il più importante polo culturale della città.

– Il primo intervento riguardò la sistemazione dell’arena in cui l’Ente Manifestazione stava sperimentando il Cinema nel Parco. Fu realizzato il palco e attrezzata l’area a cinema. La nuova struttura permise di organizzare molte iniziative oltre al cinema: concerti, il teatro per bambini durante le domeniche estive, iniziative politiche, etc.

– Il secondo intervento fu quello di trasferire in Villa la morente biblioteca che era stata messa in via Monfalcone in un luogo poco raggiungibile e poco gradevole. In breve tempo diventò un punto di riferimento, specialmente per i giovani.

– Il terzo intervento fu l’apertura della scuola di musica al piano terra dell’ala sud. Scuola che ebbe in breve tempo più di 600 studenti e che fu successivamente trasferita a Balsamo per poi ritornare nell’attuale sede di Villa Ghirlanda.

– Il quarto intervento fu quello di destinate l’intera ala sud al Museo di fotografia Contemporanea.

– Il quinto intervento è stato quello di arredare (finalmente) la Villa e migliorare l’acustica della sala dei Paesaggi al primo piano.

 – Il sesto intervento fu di valorizzare il parco entrando nella rete dei giardini storici Regis.

Con l’apertura del “Il Pertini” e il trasferimento della biblioteca è iniziata una nuova stagione per la Villa e il suo Parco. Avendo a disposizione più spazi per iniziative e mostre, si decise di utilizzare  le cantine della Villa per collocarvi l’archivio storico del Comune evidenziando così l’importanza simbolica della Villa Ghirlanda.

Oggi la Villa è sempre il luogo simbolo della città ma ha perso di smalto! L’arena estiva è sotto utilizzata, la Villa non offre proposte culturali con continuità e distintive nel panorama milanese, il Museo è sempre in attesa della definizione del suo ruolo nel panorama nazionale, il Parco è sempre una meraviglia ma sembra sempre incompiuto …. giochi non coerenti, laghetto chiuso e triste, verde non sempre all’altezza del prestigio del parco.

Quindi alla Villa Ghirlanda e al suo meraviglioso parco faccio i miei auguri per il suo compleanno.

Auguro che l’amministrazione insieme alle associazioni e al consiglio comunale apra un dibattito sul futuro dello straordinario polo culturale che si è ritrovata ad amministrare e che richiede una nuova visione strategica perché la città è cambiata, i cittadini non sono più quelli di 50 anni fa e i bisogni di cultura, formazione, aggregazione e identità debbono essere analizzati per ridare slancio alla programmazione di un sistema unico e raro nel panorama metropolitano. Pochi ,o forse solo noi,  abbiamo la fortuna di avere un sistema culturale formato dalla Villa Ghirlanda, il Museo di fotografia, “Il Pertini”, la scuola di Musica, il parco della Villa Ghirlanda, l’arena estiva.

Redazione "La Città"

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Un commento

  • grazie per l’ articolo, vorrei anche ricordare la lotta dei cittadini cinisellesi che manifestarono per l’apertura a tutti del parco della villa Ghirlanda e per questo alcuni di loro furono tenuti in stato di fermo per una notte. Tutte le volte che entro al parco ricordo con affetto il mio amico Renato Zampino che ha passato la notte in guardina dopo la manifestazione e adesso purtroppo non c’è più.

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