13 Aprile 2024

Il giornale di Cinisello Balsamo e Nord Milano

Dalla parte dei giovanissimi contro tutti i pregiudizi

Il fatto di cronaca di venerdì scorso ha destato molto clamore a Cormano. La rissa tra 15enni  degenerata in un accoltellamento quasi mortale sta facendo discutere e personalmente, essendo stato diversi anni un amministratore del comune, sono molto preoccupato e fortunatamente non sono l’unico. Bene ha fatto il centrosinistra a organizzare un presidio per stasera nella piazza dove sono avvenuti i fatti e a richiamare così l’attenzione di tutti.

Qualcuno potrebbe dire che le imminenti elezioni inducono l’opposizione a strumentalizzare un duro fatto di cronaca gettando la responsabilità sulla destra, che amministra da cinque anni e che, prima di vincere, invocava più sicurezza per le strade. Ma non è così. Democratici e progressisti cormanesi, che innegabilmente ambiscono a tornare alla guida del municipio, hanno finalmente “approfittato” di un dramma per accendere una luce sul tema, non della sicurezza in città, ma della vita dei ragazzi.

Quei ragazzi, spesso minorenni, che trascorrono i pomeriggi nelle piazze e nei parchi e che avrebbero diritto a luoghi di aggregazione migliori. Che a Cormano non esistono più. E’ indubbio che oltre il fascino della strada abbiamo bisogno di spazi per stare insieme, per fare qualcosa di bello, di creativo. Avrebbero diritto alla visibilità che meritano, al protagonismo a cui ambiscono, anche se noi adulti li vediamo spesso abbracciati all’onda nichilista, agli incomprensibili linguaggi della strada, alle per noi fastidiose rappresentazioni quotidiane che segnano la loro presenza negli spazi pubblici.

Il fatto grave di venerdì scorso deve aprire questo dibattito, consentirci una riflessione sugli strumenti che le istituzioni possono mettere in campo. Che non saranno mai sufficienti ma che aiutano. Sarebbe un errore rispondere ad un fatto grave soltanto con una stretta sicuritaria, con l’ulteriore criminalizzazione dei ragazzi, dei loro comportamenti, del loro modo di stare insieme.  C’è sicuramente un tema educativo mai del tutto sviluppato a sufficienza, nonostante l’impegno delle scuole, delle famiglie, delle parrocchie, delle società sportive. Non basta, serve ancora di più. E le proposte della politica possono e devono completare il quadro. Perché se la politica non è più capace di dare risposte, come è avvenuto negli ultimi cinque anni a Cormano, allora diventa tutto più complicato.

E poi, al netto dell’impegno possibile da parte di tutti i soggetti possibili, i giovani restano giovani. Con le loro pulsioni, slanci, amarezze, delusioni, rabbie e felicità che non si potranno contenere in un progetto educativo. E il bisogno di stare in gruppo, la necessità di sperimentarsi con tutti i rischi che ne derivano, la ricerca dell’autonomia che non sempre chiede permesso né si manifesta con le buone maniere, fanno parte della vita dei ragazzi in ogni fase della storia, in ogni latitudine.

Oggi non è peggio di ieri, noi adulti non eravamo giovani migliori di quelli di oggi. Non ascoltavamo musica migliore, non vestivamo meglio, non eravamo tutti educati e rispettosi. Non è nemmeno vero che non urlassimo o sporcassimo le strade, come sento dire da alcuni miei coetanei un po’ smemorati. Le risse violente scoppiavano anche 30 anni fa. Quando si dice “questi giovani chi li capisce” non si fa altro che ripetere un ritornello antico, valido per ogni cambio generazionale dalla notte dei tempi. Quindi niente giudizi per favore ma tanta, tanta, solidarietà.

Fabrizio Vangelista

Giornalista, scrittore. Direttore de La Città

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