17 Luglio 2024

Il giornale di Cinisello Balsamo e Nord Milano

Aurevoir Sòfia, una band emergente nel panorama dell’hinterland milanese

Un gruppo musicale nato e cresciuto nel nostro territorio: sono gli Aurevoir Sòfia. Li abbiamo intervistati per conoscerli da vicino.

Quando e perché nasce la vostra band?
I Sòfia nascono perché la musica non ci si è mai staccata di dosso. Tutti noi avevamo avuto progetti precedenti, ma il caso ha voluto che nel 2018 fossimo tutti fermi e con la voglia di fare qualcosa di nuovo. Per noi suonare è sempre stato il modo più naturale di stare insieme, e abbiamo continuato a farlo finché i suoni hanno iniziato a consolidarsi e le melodie a girare.
Ci siamo guardati una sera in un locale e abbiamo deciso di riprovarci, di fare le cose per bene, senza l’ingenuità di quando suonavamo da ragazzini ma con la stessa foga.

Quali sono i componenti del gruppo?
Fede suona la batteria, Le il basso, Robi e Monna la chitarra e Luca è la nostra voce.

Una curiosità: da cosa deriva il vostro nome band Aurevoir Sòfia?
Aurevoir Sòfia è la storia più breve mai scritta. È una rimodulazione della frase “Au revoir, Shoshanna!” pronunciata da Christoph Waltz in Inglourious Basterds, film di Quentin Tarantino del 2009, quando risparmia la vita alla protagonista. Al posto di “Shoshanna” abbiamo aggiunto il nome di una città a cui eravamo legati in quel periodo. È un nome che apre a molte interpretazioni, che ci parla di malinconia, seconde possibilità e di sfide raccolte.

In quale genere musicale vi inquadrate? Eravate già partiti all’inizio in questa direzione o ci sono state evoluzioni strada facendo?
Nel nostro piccolo le evoluzioni fanno parte del nostro percorso. Ci inquadriamo nel grande calderone del punk, ma cerchiamo di portare in sala tutti i nostri diversi background. Le principali influenze sono il punk rock inglese di Frank Carter, e quello più recente di Idles e Turnstile. In parole povere, spesso urliamo e picchiamo forte sui quarti, ma la melodia ha sempre un ruolo centrale.

Quanto spazio hanno la musica e la band nella vostra vita?
In un modo o nell’altro la musica riesce sempre a riempire gli spazi della nostra vita e a crearne di nuovi. Per Fede è anche un lavoro, per tutti è un modo per stare insieme facendo quello che ci piace e a seconda delle scadenze in studio, delle promo o dei concerti cerchiamo sempre di dedicarci tutto il tempo possibile.

Siete tutti di Cinisello Balsamo? Una città dell’hinterland milanese come la nostra quali stimoli e quale ispirazione può dare a musicisti come voi?
Siamo tutti originari o siamo stati adottati da Cinisello. Siamo cresciuti nelle piazze di periferia e allo storico Punto Musica di Cinisello, ora 44 Sound Club in zona Campo dei Fiori. Anche se la vita ci ha portato ad allontanarcene, quando dobbiamo scrivere o provare torniamo sempre qui.
Cinisello e le periferie milanesi sono piene di sottoculture che ci hanno sempre ispirato, di ragazzi e ragazze che provano a trovare la loro strada oltre i percorsi più canonici che ci sono stati insegnati. La musica per molti di loro, per molti di noi, rappresenta non solo un hobby, una passione, ma un modo per confrontarti con la vita o per immaginare un futuro migliore.

Ci sono uno o più generi musicali o qualche artista in particolare a cui fate riferimento? A voi cosa piace ascoltare quando non suonate?
Abbiamo tutti influenze e background diversi, da Fede che insegna jazz a Luca che suonava violoncello alla Scuola Civica. Il punk rock, però, è stato il nostro terreno comune nelle sue mille sfumature, da quello più melodico di Blink-182 e Green Day a quello più caustico dei Gallows.

Il vostro album d’esordio è Wither? Qual è la principale soddisfazione nell’aver realizzato un lavoro discografico tutto vostro?
Wither siamo noi dalla prima nota all’ultimo riverbero, dalla copertina che lo rappresenta alla custodia che contiene il disco. Questo pensiamo sia la soddisfazione più grande: aver creato qualcosa di autentico con le nostre sole forze. Ci siamo legati non solo perché è il nostro primo disco, non solo per le 9 canzoni all’interno, non solo per l’etichetta Professional Punkers che ci ha dato fiducia o per il quadro dell’artista Michele Strammiello in copertina, ma anche per il periodo sfortunato che ha testimoniato la sua uscita. Era il 2020, forse l’anno peggiore in assoluto per la musica. Ma proprio per non tradire il lavoro viscerale che avevamo fatto, abbiamo deciso di lanciarlo comunque.

Avete già altri progetti per il futuro?
Abbiamo da poco firmato con l’etichetta milanese Kick & Snare e lanciato un nuovo singolo, Cadillac 2, disponibile su tutte le piattaforme. Insieme stiamo provando a trovare una strada nuova che possa essere sempre più personale. Abbiamo molto in programma per il 2024 e vogliamo godercelo tutto.

Dove e quando vi esibirete prossimamente?
22 marzo all’Emo Sucks a Milano e 10 aprile all’Arci Bellezza Milano (Distorsioni Fest). Le altre date, che ancora non possiamo annunciare, le trovate sul nostro profilo Instagram @aurevoirsofia.

Allora in bocca al lupo per i prossimi concerti!
Vorremmo ringraziarti per l’intervista, ringraziare La Città per lo spazio che dedica alla musica e ringraziare Simone di Sottopassaggi e Gab di Epidemic Records per il supporto che ci stanno dando.

Photo Credits: Unpopular Archivio – Rachele Ferrè – Fabio Delfino – Tutto il nostro sangue

Emanuele Lavizzari

Dopo un titolo accademico in Lingue e Letterature Straniere ha lavorato in ambito turistico-alberghiero tra Spagna, Italia e Germania. In seguito a un master universitario in ideazione e produzione audiovisiva approda al giornalismo. Ha collaborato con alcune testate locali in Lombardia, prima di giungere all’Associazione Italiana Sommelier Editore, dove attualmente è responsabile del coordinamento redazionale e direttore editoriale della rivista “Vitae”. Ama l’impressionismo musicale, la poesia simbolista e le contaminazioni fra generi nella musica e nella letteratura. Passa agevolmente da una tastiera di pc a quella di un pianoforte, anche se tra i due preferisce decisamente il secondo. Questo è il motivo per cui si è dedicato a ulteriori studi e ha conseguito una laurea magistrale in Scienze della Musica con una tesi sul compositore spagnolo Manuel de Falla. Suoi grandi interessi sono anche l’atletica leggera e la televisione. Ha corso tanti chilometri in pista, su strada e su percorsi campestri e non si è ancora stancato di farlo.

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