22 Aprile 2024

Il giornale di Cinisello Balsamo e Nord Milano

Sesto festeggia Antonio Pizzinato. Conferito il “merito civico”

Antonio Pizzinato è stato insignito con l’attestato di merito civico della città di Sesto San Giovanni. La sua città. L’anziano ex leader sindacale è stato insignito dal sindaco Roberto Di Stefano che lo ha definito “punto di riferimento della nostra comunità e parte della storia del nostro territorio”.

Pizzinato è stato segretario generale della CGIL e uomo delle istituzioni. Ha dedicato la sua vita alla causa del lavoro e dei diritti dei lavoratori. Come sindacalista ha difeso con passione gli interessi dei lavoratori nella nostra città, a Milano e in tutto il Paese. E’ stato parlamentare e sottosegretario al lavoro nel governo Prodi, dimostrando un impegno instancabile per migliorare la vita dei cittadini.

La cerimonia di oggi, richiesta con fervore dall’ex sindaco Giorgio Oldrini e dalla consigliera Loredana Pastorino, ha ottenuto il pieno appoggio dell’amministrazione, dimostrando quanto sia condiviso il riconoscimento del valore di Antonio e di quanto abbia portato in alto il nome della nostra amata città.

“Un uomo di straordinario impegno, un esempio per tutti noi. Grazie, Antonio, per tutto ciò che hai fatto e continui a fare per il nostro Paese e per la nostra comunità. Il tuo lavoro e la tua dedizione sono un faro di ispirazione per tutti noi”, scrive il PD sestese in una nota.

Redazione "La Città"

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2 commenti

  • Premio meritatissimo che va al di là
    dell’atto formale, per il sindalista, il politico
    e l’uomo che ha visto il totale impegno al
    mondo del lavoro sotto tutti gli aspetti.

  • Sono proprio contenta per questo riconoscimento ad Antonio. Oltre a tutto l’impegno profuso come sindacalista e come parlamentare è stato anche presidente dell’Anpi regionale Lombardia. Una grande persona, un uomo modesto e onesto che io accosto sempre a Fioravante Stell. Entrambi friulani, entrambi giovani sindacalisti alla Borletti, entrambi fonte di ispirazione per tanti di noi. Io li definisco i miei maggiori, come aveva scritto Alessandro Galante Garrone nel suo libro omonimo parlando di Parri, Calamandrei e altri.

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