21 Maggio 2024

Il giornale di Cinisello Balsamo e Nord Milano

Anna Frank, i genitori non ci stanno: “Chiediamo di essere ascoltati”

Continua a suscitare polemiche, che a questo punto paiono infinite, il progetto Entangled che dovrebbe ridisegnare il quartiere Crocetta di Cinisello Balsamo. Al centro del contendere, ancora una volta, la scuola Anna Frank, la cui prevista ristrutturazione non convince moti, a partire dai dirigenti scolastici neanche dai genitori. Proprio i genitori del Comitato Montessori-Frank, che chiedono la costruzione di un nuovo plesso oltra al restyling di quello vecchio, hanno diffuso un nuovo comunicato.

“Come comitato genitori, ci teniamo a fare sentire la nostra voce unita a quella della scuola, intervenendo pubblicamente rispetto al progetto di riqualificazione del quartiere Crocetta denominato “Entangled” e che riguarderà il futuro del metodo Montessori nella scuola pubblica in un istituto di Cinisello Balsamo. Lo faremo cercando di rispondere ad alcune domande che sono circolate in questo periodo”, scrive il Comitato.

Ecco il testo originale del comunicato diffuso dai genitori:

1. COSA CHIEDIAMO?

Ascolto da parte dell’Amministrazione e del quartiere della proposta della scuola inviata ufficialmente il 6 giugno (prot. Scuola 2535 del 06/05/23) e nuovamente richiamata a settembre (Prot. Scuola 4421 del 23/09/23), che sosteniamo pienamente ma che non viene considerata nella nuova versione del progetto Entangled presentata in questi giorni dal Comune in Regione. Pensiamo che il finanziamento proveniente da Entangled rappresenti un’occasione unica e irripetibile per realizzare la costruzione di un nuovo plesso per la fascia d’età più critica: la preadolescenza.

Il nuovo plesso potrebbe divenire un polo educativo a 360 gradi in cui troverebbero spazio gli studenti della scuola Senza Zaino, della Montessori e, auspichiamo, anche il Centro di Aggregazione Giovanile. Un presidio educativo senza precedenti, meritevole di studi e osservazione continua, sito peraltro in un territorio “difficile”. La modernizzazione delle infrastrutture, la creazione di spazi verdi accessibili, la viabilità rinnovata, potrebbero ruotare attorno alla realizzazione di un plesso che apra finalmente la Crocetta, dove la scuola sia un nuovo punto di aggregazione della comunità ampia e allargata al resto della cittadinanza e oltre ancora, in piena linea con la visione iniziale del progetto Entangled la cui idea progettuale di base era “aprire e connettere”.

Chiediamo inoltre un serio percorso di CO-progettazione, tra l’Amministrazione e le altre realtà del quartiere (CAG, casa della Cittadinanza, centro anziani, parrocchia, comitati di cittadini). Pensiamo che essere stati ascoltati in maniera frammentata e separatamente gli uni dagli altri, senza una chiara esplicitazione dei tempi a disposizione per la revisione del progetto, senza la presentazione pubblica e chiara di un piano economico-finanziario e la relativa documentazione fondamentale a supporto del ragionamento, non abbia permesso di elaborare una progettazione comune, una messa in relazione dei diversi bisogni presenti, che dovrebbe essere imprescindibile per qualsiasi progetto di riqualificazione moderno, oltre che essere previsto dalla normativa europea.

La mancanza di un percorso comune, il mero “ascolto formale” di alcune realtà che hanno esposto i propri interessi particolari rischia ora di “mettere gli uni contro gli altri” senza giungere ad una visione costruita dal basso dell’interesse collettivo a cui dare la priorità e in cui riconoscersi tutti. In questa divisione non ci riconosciamo.

2. PERCHE’ SECONDO NOI REALIZZARE LA NUOVA SCUOLA SECONDARIA E GARANTIRE ADEGUATI SPAZI ALLA SCUOLA MONTESSORI RAPPRESENTA UN VANTAGGIO PER L’INTERO QUARTIERE

Una scuola secondaria unica per il quartiere (che allo stato attuale non ne ha nemmeno una specifica, essendo le due scuole secondarie ricomprese nello stesso plesso dove sono situate le primarie senza zaino e Montessori) dove si possano incontrare modi di fare scuola innovativa, capaci di attrarre non solo studenti del quartiere ma anche provenienti da altri territori, favorirà quel mix sociale che dovrebbe essere un obiettivo imprescindibile di qualsiasi scuola pubblica e progetto pedagogico.

Siamo convinti che la scuola, l’istruzione e la cultura siano ottimi strumenti per contrastare la ghettizzazione, l’esclusione e la differenziazione sociale: la scuola a Metodo Montessori ha portato in questo decennio un’iniezione di scambi con studenti e famiglie provenienti da altri quartieri e da altre città. Non investire su questo progetto significa correre il rischio di tornare all’isolamento! Sappiamo però che questo progetto deve essere costruito insieme alla rete di tutte le realtà presenti nel quartiere o attive su questi temi, confrontando i bisogni raccolti da ogni organizzazione, per questo ci piacerebbe contribuire al confronto tra le parti e aumentare la collaborazione tra tutti e con l’Amministrazione per definire la realizzazione di un progetto comune.

3. QUALI SONO LE NOSTRE PREOCCUPAZIONI

In un periodo storico in cui le famiglie sperimentano quotidianamente la “crisi della scuola”, ci preoccupa la perdita di un’occasione unica per far fiorire il progetto Montessori nella scuola pubblica, che funziona bene, che poggia su basi scientifiche forti ed è in coordinamento con altre realtà montessoriane milanesi, lombarde e nazionali. Ovunque è stato colto il valore unico di queste sperimentazioni, le amministrazioni hanno investito in modo significativo sullo sviluppo delle scuole coinvolte, con notevoli risultati. Ci domandiamo come sia possibile che quella di Cinisello Balsamo si candidi ad essere l’amministrazione responsabile dell’indebolimento di un progetto che è studiato e osservato da tutti i maggiori enti che si occupano di istruzione e formazione, dalla stampa e dagli osservatori dei comitati scientifici di settore.

La preoccupazione principale riguarda lo spostamento delle classi in altre sedi durante le opere di ristrutturazione. Il percorso scolastico Montessori ha delle peculiarità imprescindibili, non potrà essere garantito dislocando provvisoriamente gli studenti in altre scuole. Oltre alla fatiche logistiche che impatterebbero molto sulle famiglie (vedi ad esempio chi ha due o più figli in classi di ciclo diverse), si palesa la difficoltà oggettiva di trovare uno spazio in cui mantenere o agevolare l’organizzazione attuale elaborata in dieci anni di esperienza. L’ambiente in un percorso Montessori è maestro. I bambini e ragazzi non seguono un modello di apprendimento passivo, non c’è una cattedra, l’aula è organizzata per aree tematiche, gli studenti sono attivamente protagonisti dell’ambiente che non è solo lo spazio classe, ma anche i corridoi, l’atrio, le pareti, i pavimenti, l’intera scuola diventa un grande ambiente-laboratorio in cui bambini di età diverse lavorano in continuo contatto e scambio. Le maestre e i maestri sapientemente organizzano l’ambiente perché esso, insieme ai materiali di sviluppo, parli al bambino e accenda il suo interesse verso il sapere e la conoscenza. Questa scuola ha raggiunto una maturità tale da poter attuare uno dei cardini

montessoriani: l’eterogeneità delle classi; questo comporta il poter lavorare in maniera fluida spostandosi da una classe all’altra: potete assicurarci che il lavoro decennale dei docenti e delle famiglie che hanno costruito questa proposta educativa innovativa verrà preservato? Evidentemente trovare spazi idonei a garantire tutto questo anche solo transitoriamente è complesso e forse impossibile.

I tempi di realizzazione previsti potrebbero non essere rispettati come spesso accade nei progetti edilizi. Questo aggiunge incertezza e l’incertezza porta le famiglie a cercare situazioni che garantiscono stabilità e sicurezza. Corriamo il rischio di andare incontro a un calo delle iscrizioni, che significa minare tutto il progetto montessoriano. Avere meno iscrizioni comporta avere meno insegnanti e quindi abbassare la qualità dell’offerta formativa, ancor più in una scuola dove non basta essere di ruolo ma serve un titolo di specializzazione acquisito con fatica e impegno. Non possiamo rinunciare ad un patrimonio di docenti formati e mettere a rischio anche il loro futuro professionale!

Inoltre negli anni dei lavori (si teme che non saranno solo i due oggi previsti) verrà a mancare nel quartiere una scuola che è sempre stata un presidio fondamentale.

Redazione "La Città"

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