19 Giugno 2024

Il giornale di Cinisello Balsamo e Nord Milano

Anna Frank, il preside attacca il progetto della giunta: “Non soddisfa nessuna esigenza”

“Le azioni attualmente previste dalla rimodulazione dell’originario Progetto Entangled e già trasmesse a Regione Lombardia non soddisfano nessuna delle esigenze, vitali e improcrastinabili”. Lo scrive Luigi Leo, preside dell’istituto comprensivo Balilla Paganelli in una lettera inviata al consiglio comunale di Cinisello Balsamo.

L’intervento del preside della Anna Frank arriva a pochi giorni dalla presentazione della giunta di centrodestra del nuovo progetto Entangled, che prevede anche la ristrutturazione del plesso scolastico di via Friuli, che precedentemente avrebbe dovuto essere abbattuto.

“Attualmente – scrive il preside – due sono gli interventi prioritari di cui l’Istituto ha bisogno, sia per rispondere a esigenze immediate – già da tempo rappresentate all’Amministrazione – sia per valorizzare l’offerta formativa dell’Istituto e la sua imprescindibile funzione sociale nel territorio: la costruzione di un nuovo plesso di scuola secondaria di primo grado, delocalizzato rispetto alla ristretta cerchia del “Quartiere Crocetta” (come dimostra la storia dell’Istituto ricostruita anche sulla base di documenti d’archivio) e la realizzazione di ambienti consoni per la scuola dell’infanzia e primaria a metodo Montessori, che si è sviluppata in spazi residuali, non appropriati e non adeguatamente capienti”.

E tuttavia le azioni del progetto, che è stato già trasmesso in Regione Lombardia, finanziatrice delle opere, non prevedono ciò che chiede il preside. Che nella lunga missiva precisa i contenuti delle critiche.

“Ad aggravare la situazione, la prevista dislocazione delle classi per un periodo di almeno due anni scolastici in sedi/plessi scolastici lontani e ancora non precisati dall’Amministrazione: non si tratta solo del disagio di muoversi con lo scuolabus, di organizzare il servizio su otto/nove plessi scolastici distanti tra loro, alcuni dei quali in coabitazione; si tratta di ignorare sconsideratamente che cosa significhi ricostruire gli ambienti di apprendimento per metodologie didattiche che nell’intervento scientificamente progettato sull’ambiente giocano la propria scommessa educativa. Si tratta di ignorare impunemente quale impatto la dislocazione delle classi avrà sulle iscrizioni, con la conseguente perdita di posti di insegnamento, cioè di figure professionali altamente qualificate e motivate, che solo un pluriennale impegno di formazione e selezione ha reso disponibili e che non saranno rimpiazzabili. Professioniste e professionisti che dovranno rivedere l’intero progetto professionale della loro vita. E subire un peggioramento delle proprie condizioni di lavoro, che nessuno indennizzerà”.

“Allargando lo sguardo al progetto nel suo insieme – continua Leo – come ora si presenta, lamentiamo inoltre con grande amarezza che l’insieme delle azioni poste in programma riconsegnano il quartiere Crocetta al suo destino di isolamento, a una perdurante segregazione del disagio e dell’ineguaglianza sociale: tutto resta sostanzialmente al suo posto, nulla è riconfigurato nelle sue funzioni e ricollocato in una visione urbanistica rigenerante”.

“L’originaria visione di rigenerazione urbana presente nel Progetto Entangled beneficiario di un finanziamento di 15 milioni di euro è patentemente disattesa e tradita. Forse l’errore, come il peccato di Adamio ed Eva, è originario: fin dall’inizio non vi è stata traccia di una reale co-progettazione. E non vale a surrogare una reale co-progettazione il calendario di audizioni e comunicazioni, tra l’altro molto sporadiche e intempestive, predisposte dall’Amministratone. Sappiamo bene, noi uomini di scuola, che non si può spacciare per cooperative-learning il mettere quattro ragazzi intorno a un tavolo. Per co-progettare ci vogliono consulenti, esperti e stakeholder impegnati intorno a ipotesi, in un lungo e articolato processo di riscontro tra ideazione e fattibilità. Ci vogliono accordi tra le parti istituzionali. Nulla di tutto ciò è stato fatto, per quanto ci risulti”.

“Chiediamo pertanto al Sindaco di ridare voce alle ragioni della politica, di recuperare la vision che con tanta passione ci presentò nell’ormai lontano giugno 2021, quando ancora si prospettava l’abbattimento del plesso Frank per dare spazio e apertura al quartiere. Chiediamo l’immediata istituzione di un tavolo di co-progettazione che riveda tempestivamente le azioni in progetto, ponendo al centro la costruzione della nuova scuola per il quartiere, fattore di integrazione, coesione e mobilità sociale. Vi preghiamo, fermatevi! È in gioco l’utilizzo del denaro pubblico, ancor più il futuro di molte generazioni”.

Redazione "La Città"

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