21 Aprile 2024

Il giornale di Cinisello Balsamo e Nord Milano

Cile, 1973: l’11 Settembre della vergogna USA

L’11 Settembre ci ricorda tante cose e i più giovani hanno negli occhi le immagini delle Torri Gemelle falcidiate dagli aerei kamikaze che le distrussero. Fu un evento catastrofico non solo nell’immediato ma anche per le future conseguenze. Voglio ricordare qui un altro grande accadimento. È datato nello stesso giorno, ma nel 1973: Il golpe che liquidò il regime democratico e socialista del Cile e instaurò una dittatura fascista.

Quando giunse la notizia, mi trovavo nei locali del consiglio di fabbrica della Kodak ed era in corso una riunione per discutere questioni contrattuali. Ci mettemmo subito in contatto con la Camera del Lavoro di Milano e ci dissero di fare in fretta poiché era stato convocato un attivo straordinario dei delegati. Dopo meno di due ore ci ritrovammo nel salone di Corso S. Gottardo. Stipati e in piedi per la grande ressa. L’annuncio della morte di Salvador Allende a cui seguirono le notizie dei rastrellamenti operati dall’esercito non ci sorpresero. Ognuno di noi era perfettamente informato, fin dalle settimane precedenti, su quanto accadesse a Santiago. Allora gli attivisti sindacali avevano l’abitudine di leggere quattro giornali al giorno e non mancava loro la capacità di analizzare gli eventi. Perciò non vi fu stupore, solo rabbia. Anche paura.

In Italia, sebbene quando da noi si celebra il Natale e in Cile ci sia il clima di Ferragosto, sentivamo lo stretto collegamento politico, la simbiosi, che viaggiava tra i due emisferi. Venivamo dall’aver subito atti di terrorismo fascista e “dal balenare di sciabole” ventilato nel decennio precedente. Fatti allora del tutto impuniti che anzi venivano accreditati alla sinistra. Quella “imprudente sinistra” sinistra che osava chiedere maggiori diritti, nei posti di lavoro e nella società.

Fu subito chiaro e sapevamo benissimo che: “Prima del 1964 le attività estrattive erano gestite da due multinazionali statunitensi: la Anaconda Copper Company e la Kennecott Utah Copper. Il presidente democristiano Eduardo Frei, predecessore di Allende, aveva iniziato un processo di parziale nazionalizzazione– scrivevano i saggisti dell’epoca – Un programma contestato dalle sinistre, che denunciavano le condizioni inique che il governo aveva dovuto accettare contrattando con le aziende del settore. Per questo motivo il governo di Salvador Allende varò una riforma costituzionale che permetteva la nazionalizzazione completa e senza indennizzo. Nel 1971 per la prima volta il rame cileno è interamente in mano pubblica

Adesso si può disquisire su molte cose ma le responsabilità si possono ricondurre a coloro che hanno nomi e cognomi: Augusto Pinochet, generale fascista e grande simpatizzante di Francisco Franco; Richard Nixon, perfettamente a conoscenza dell’imminenza dell’attacco al palazzo de La Moneda; Henry Kissinger, concertatore direttore d’orchestra del Golpe; Le grandi multinazionali americane; L’umus reazionario che produceva quel complesso di sostanze reazionarie germogliate nell’ intera America del Sud.

Stessa data, tragedie diverse: le Torri Gemelle e il Golpe in Cile. Per entrambe è nota la storia conseguente. Nel ricordarla, nonché nel riscriverla, è già molto arduo evitare le grandi menzogne. Figurarsi delle piccole e dei silenzi postumi, di cui è impossibile sbarazzarsi.

Ivano Bison

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