13 Aprile 2024

Il giornale di Cinisello Balsamo e Nord Milano

Il progetto del preside per la nuova Anna Frank. Ora la giunta dovrà decidere

Era il 21 febbraio scorso quando il Dirigente Scolastico dell’Istituto Balilla Paganelli Luigi Leo, illustrò in diretta streaming, il progetto Entangled. Progetto che l’Amministrazione Comunale presentò in Regione Lombardia ormai due anni fa e che gli permise di vincere un bando da 15 milioni di euro. Col focus di riqualificare il quartiere Crocetta, il primo step previsto era abbattere l’Istituto Anna Frank.

Da qui sono partite innumerevoli iniziative cittadine a dimostrare il proprio dissenso, proteste scritte attraverso gli organi di stampa, incontri pubblici con gli stakeholders del territorio, confronti con l’amministrazione comunale, la costituzione del Coordinamento Crocetta, una delegazione in consiglio comunale, la raccolta di oltre 1300 firme. L’obiettivo è chiaro: contrastare l’abbattimento della scuola che oltre a non essere obsoleta (conta solo una cinquantina d’anni) è anche attivissima ed è un vanto oltre che per il quartiere Crocetta anche per la città di Cinisello, contrastare lo spostamento del Consultorio annesso all’istituto, evitare insomma la delocalizzazione dei servizi dal quartiere.

Luigi Leo insieme con la giunta comunale dell’epoca, si rese promotore del metodo Montessori, uno dei pochi in Italia ad offrire questa linea di insegnamento in una scuola statale, gratuita. Dopo vari incontri tra dirigenza scolastica e tecnici comunali col  sindaco Ghilardi, il Preside Leo ha depositato una proposta, protocollata lo scorso mese, che pare sia oggi al vaglio delle attenzioni dell’amministrazione comunale.

Un progetto che tutela i servizi in quartiere e che si preoccupa di migliorare il servizio della scuola. Una proposta migliorativa per l’intero Istituto Comprensivo, tutelando al tempo stesso la funzione sociale della scuola Montessori e della scuola “Senza Zaino” nel quartiere Crocetta. Una visione lungimirante che vorrebbe la costruzione di un nuovo edificio per la Scuola media nell’area dell’Ovocoltura, che riunisca le classi della secondaria ad indirizzo Montessori, quelle della Senza Zaino e quelle della scuola Lincoln.

Questo assicurerebbe un doppio beneficio: da un lato offrire finalmente un ambiente consono ai ragazzi della scuola secondaria, ai quali oggi manca una scuola unitaria essendo distribuiti su ben quattro diversi plessi, dall’altro creare uno straordinario fattore di mobilità e integrazione sociale tra ragazzi provenienti da differenti contesti, oltre ad alleviare le gravose difficoltà organizzative e gestionali oggi presenti. Inoltre si alleggerirebbero le stesse scuole Mario Lodi e Lincoln, creando posti in più per la primaria sia in risposta alla richiesta attuale sia a quella futura dovuta alle nuove aree residenziali previste in zona Matteotti.

Il progetto tutela anche i servizi di quartiere, suggerendo il mantenimento dell’istituto Anna Frank ed auspicandone una seria restaurazione per renderlo adatto ad ospitare il Consultorio, la Casa della Cittadinanza, il Centro Giovanile Icaro, il Centro Anziani. Altro obiettivo importante è creare un polo Montessori che vada dagli zero ai sei anni ristrutturando l’attuale Asilo Girasole e il Centro Giovanile Icaro. Il primo ospiterebbe la primaria Montessori, il secondo diventerebbe sede di nido e asilo entrambi uniti da un unico grande giardino. Il progetto del dirigente Leo, suggerisce anche di abbattere la struttura che oggi ospita il centro Anziani e al suo posto creare un grande giardino pubblico che possa creare spazio tra i vari palazzoni. Una partita ancora aperta. Si attende con ansia una risposta da parte dell’Amministrazione Comunale che ad oggi tarda ad arrivare vista la complessità delle analisi di territorio necessarie da svolgere per produrre un esito utile che possa soddisfare tutte le parti in causa.

Stefania Vezzani

Collaboro col giornale dal 2013. La mia indole, allegra e cordiale, mi aiuta ad affrontare la vita con ottimismo.

Articolo precedente

Tre panchine letterarie nell’incanto del Parco Nord

Articolo successivo

Cavalli, figli del vento o carne da macello?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *