19 Aprile 2024

Il giornale di Cinisello Balsamo e Nord Milano

Ascolto e confronto non esistono. Dal sindaco solo slogan

di Marco Tarantola

Quando un sindaco è al secondo mandato, nel suo mazzo di carte compaiono dei jolly. La legge infatti prevedere che un sindaco possa fare al massimo due consiliature consecutive, dopodiché deve lasciare spazio ad altri e tornare al suo lavoro (se lo aveva) o comunque trovarsi altro da fare. La prospettiva di essere “in uscita” o, meglio, di non doversi più confrontare solo con il voto dei suoi concittadini, consente al sindaco la libertà – e il rischio – di diventare autoreferenziale. Un atteggiamento che può inesorabilmente scivolare verso il “liberi tutti” per gli assessori della sua giunta.

Dialogo, confronto, ascolto e co-progettazione al posto di essere motori dell’azione politica diventano parole senza sostanza e vuoti slogan da sbandierare su una piazza, quella dei social, dove chi non è d’accordo viene semplicemente bannato.

Accade così che le scelte piccole o strategiche per la città vengono sempre di più prese nelle segrete stanze degli assessorati e imposte a una cittadinanza e alle realtà del territorio con l’arroganza di un potere che sotto la facciata dei selfie nasconde uno stile inutilmente autoritario: o mangi la minestra o comunque ti conviene ricordare che devi “lavorare” e sempre “da me devi passare”.

Mentre le periferie sono abbandonate, i medici di famiglia non si trovano, i progetti di prolungamento delle metropolitane sono fermi, il problema della casa con il caro prezzi sta esplodendo e gli investimenti (pochi) sono sconnessi da una logica programmatoria e di visione, molti dicono che questa sarà una consiliatura breve perché il Sindaco dovrà pensare al suo futuro (probabilmente romano). Breve ma non così tanto per impedire alla Giunta di fare scelte autarchiche su quartieri (vedi Crocetta), sull’urbanistica (vedi PGT), sul sociale (vedi i servizi e i tavoli e le consulte di partecipazione), sui tributi (vedi la TARI, le tariffe dei servizi e le esenzioni) e tanto altro.

Non è scritto da nessuna parte, però, che le cose debbano andare così! Si può riaffermare uno stile della politica che pur non delegando la responsabilità di fare sintesi e prendere decisioni, non è arrogante. Capace di dialogare e di non mettere nell’angolo chi non è allineato. Che riconosce e valorizza la storia di accoglienza di una città come Cinisello Balsamo. Che guarda ai più poveri e ai più deboli. Una politica fatta di partecipazione.

I nuovi rappresentanti dell’opposizione in Consiglio comunale – di cui il PD è fulcro essenziale – hanno già iniziato a lavorare per contrastare l’autoreferenzialità dell’Amministrazione, intercettando tanti soggetti ormai stanchi di non trovare risposte o di sentirsi discriminati semplicemente perché non allineati. La stagione dei selfie sta per finire e una alternativa qualificata, seria e competente è possibile e la si sta costruendo, insieme.

Redazione "La Città"

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