19 Giugno 2024

Il giornale di Cinisello Balsamo e Nord Milano

La vittoria di Ghilardi segnata dall’astensione e la sinistra da rifare

Il successo di Giacomo Ghilardi e la sua piena riconferma sulla poltrona di Sindaco della nostra città va vista come un chiaro exploit personale dal quale non si può discostare, analizzando i dati più articolati, riguardanti le singole liste e quelle dei vari partiti, che pur sanciscono una chiara vittoria della destra sul centrosinistra cinisellese.

Ghilardi sta arricchendo, sezione dopo sezione, il bottino della propria lista mettendo in fila tutte le altre componenti della coalizione che lo hanno sostenuto durante la campagna elettorale facendo diventare “Ghilardi Sindaco” il primo partito della città. Ciò lascia chiaramente intendere che la lista di Ghilardi ha messo in crisi il suo stesso partito, con il calo della Lega, giungendo a rosicchiare consensi anche a Fratelli d’Italia che nelle ultime regionali aveva raggiunto apici da secondo partito cittadino.

Il successo si verifica in un campo dove il corpo elettorale ha limitato al minimo i riscontri verso il dispiegamento degli sforzi profusi da tutti i candidati. Dai dati che provengono dalle sezioni di Cinisello Balsamo abbiamo la conferma del calo degli elettori (solo il 46,1) e questo dovrebbe imporre una qualche riflessione anche per chi si accinge a vincere con una considerevole larghezza di consensi.

Sappiamo che la vittoria verrà vissuta come un trionfo e che tutto sarà rimandato “al domani ci penseremo” cionondimeno la noncuranza dell’elettorato non potrà (da nessuno) venire a lungo trascurata. E governare, seppure con larga percentuale, su una città quasi indifferente non dovrebbe rallegrare chicchessia. Nondimeno, c’è chi dovrà preoccuparsene e molto in profondità. Il centrosinistra per primo. La cui per tradizione punta, non contando sui personalismi, al coinvolgimento delle persone. Certo è: il centrosinistra si è presentato all’appuntamento largamente impreparato e con molte armi spuntate.

I ritardi nello scegliere il candidato su cui puntare si sono rivelati micidiali alla luce di quanto si sta verificando in queste ore di spoglio dei voti, soprattutto per l’inadeguatezza a sostenere un confronto basato su piani completamente diversi nel rapporto con i cittadini. E’ mancata, su questo non temiamo smentite, un contrasto articolato e una conseguente proposta alternativa, poiché queste si sono affacciate solo nelle ultime settimane anziché radicarsi nel corso di tutta la legislatura.

Ai personalismi di Ghilardi non si è manifestato, nel corso degli ultimi cinque anni, uno sbarramento con azioni mirate sul territorio attraverso una forte connessione con gli interessi immediati dei cittadini. Solo sporadiche denunce, limitate osservazioni e critiche comportamentali hanno fatto la loro sporadica apparizione. Ciò pare dovuto alla difficoltà dei partiti e in particolare del PD a dispiegare la propria capacità di convincimento, poiché afflitti da problemi di componente che solo adesso paiono in via di superamento, anche se questa tornata elettorale ci dice che molto bisognerà ancora fare.

Ivano Bison

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