21 Giugno 2024

Il giornale di Cinisello Balsamo e Nord Milano

Casa di comunità nel parco, l’assemblea pubblica inizia e finisce nel caos

Tensione ieri sera nella sala consigliare di Cormano dove la giunta di centrodestra aveva dato appuntamento alla cittadinanza per spiegare nei dettagli il progetto della casa e dell’ospedale di comunità, che sarà costruito nel parco di via Tobagi. Circa 300 persone hanno affollato la piccola sala del consiglio, che ne contiene al massimo un centinaio. Ma la serata è partita in salita per il sindaco Luigi Magistro e i suoi ospiti. Perché la relazione iniziale del direttore generale di ATS Milano, Walter Bergamaschi, è stata più volte interrotta dalle proteste del pubblico che contestava la scelta del comune di costruire in un parco pubblico la nuova struttura.

A nulla sono valse le molte parole, corredate da grafici e numeri, che Bergamaschi e gli altri dirigenti di AST hanno speso per convincere gli intervenuti della bontà dell’operazione, che dovrebbe offrire a Cormano una struttura sanitaria con 20 posti letto ed un’assistenza medica di 12 ore al giorno per tutti i giorni della settimana.

Ci ha provato anche Marco Alparone, vicepresidente di Regione Lombardia, e gran visir della destra nel Nord Milano, a convincere l’assemblea, carezzandola con parole semplici, a tratti paternalistiche e con quello che a molti è apparso come un ricatto: o si sacrifica il parco oppure la casa di comunità non si farà a Cormano. Tuttavia il “tutoraggio” di un pezzo grosso del governo regionale, chiamato per dar forza ad una giunta apparsa debole e rabbiosa, pare non aver sortito il risultato sperato.

La contestazione è scoppiata per la scelta di costruire nel parco, dalla quale sembra non si voglia tornare indietro, visto che le delibere per avviare la modifica del piano di governo del territorio, sono state approvate a dicembre e febbraio scorsi. Molti dei presenti, organizzati in un comitato spontaneo a difesa del parco, hanno espresso rabbia per il fatto di non essere stati consultati per tempo dal sindaco.

Il quale sul finire di una serata caotica e nervosa, ha provato a spiegare il perché non sia stato possibile scegliere un’altra area per la casa di comunità o intervenire in un edificio libero da riqualificare, come Villa La Gioiosa. Le intenzioni del primo cittadino si sono però scontrate con il muro di disapprovazione scatenato dalla sua stessa foga dimostrativa. Magistro ha mostrato una serie di immagini con le quali ha tentato di convincere l’assemblea che la sua giunta si batte per la tutela del verde molto di più e meglio rispetto al PD, attaccando duramente la proposta avanzata dai dem sulla riqualificazione della Gioiosa per ospitare la casa di comunità

A quel punto la bagarre è esplosa ed è stato complicato far riprendere l’assemblea, che è si è conclusa nella confusione più totale. Dalla decisione presa di costruire nel parco non si recede, almeno secondo quanto di è capito nella serata di ieri, perché i tempi per la concessione dei finanziamenti europei sono stretti e il progetto deve diventare definitivo il prima possibile. Ma il comitato a difesa del parco non arretra e la protesta è destinata ad allargarsi.

Redazione "La Città"

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