20 Aprile 2024

Il giornale di Cinisello Balsamo e Nord Milano

Libero Temolo stringe la mano del piccolo Sergio

Gli uccisero il padre in piazzale Loreto, in uno spettacolo la storia di Sergio Temolo

Caro Sergio, non avrei mai immaginato quel 5 agosto 2020, quando ti feci un’intervista per La Città per ricordare l’eccidio di piazzale Loreto e la storia di tuo padre, Libero Temolo, uno dei Quindici Martiri di Piazzale Loreto, che non ti avrei più rivisto e che, solo un anno e mezzo dopo, avrei dovuto purtroppo scrivere alcune sofferte righe per parlare della tua scomparsa e partecipare alla cerimonia d’addio. Quel giorno la tua famiglia e tanti amici si erano riuniti per raccontare chi eri e quanto sei stato importante per tutti e soprattutto per l’Istituto Pedagogico della Resistenza e per l’ANPI, così come hanno testimoniato in particolare Angela Persici e Roberto Cenati.

Durante quell’intervista Sergio mi disse: “Di mio padre mi restano due foglietti che trovarono nelle sue tasche, dove aveva scritto: – TEMOLO coraggio e fede. Sempre fede LIBERO. Ai miei adorati sposa, Sergio e fratelli: coraggio, coraggio, ricordatevi che io vi ho sempre amato. Un abbraccio dal vostro Libero. Raccomando Sergio, educatelo. Baci a te sposa e fratelli Temolo -”.

Quasi sempre la storia e le memorie legate alla Resistenza sono incentrate su persone che hanno combattuto per la liberazione del nostro Paese; raramente ci si sofferma a riflettere su quanta paura e quanto dolore hanno abitato l’animo delle famiglie dei resistenti. In particolare i bambini, rimasti orfani, sono stati anch’essi vittime di questa, come di altre guerre. Il racconto di un adolescente di allora, rimasto senza padre, ci restituisce di quel terribile eccidio uno sguardo innocente e tenero, quello di un quattordicenne orgoglioso e pieno di amore nei confronti del padre. Questo avevo colto nelle sue parole, che ora ricordo con commozione.

Nello stesso periodo altre persone intervistarono Sergio Temolo. Il suo racconto, carico di coraggio, umanità e drammaticità, è confluito in uno spettacolo teatrale e in due libri, progetti che purtroppo lui non ha potuto vedere realizzati, ma di cui sicuramente sarebbe stato felice.

È uscito quest’anno il libro I giorni della libertà – Storie di chi ha combattuto per l’Italia di Alessandro Milan (scrittore, giornalista, conduttore radiofonico e televisivo). Un affresco collettivo che narra la storia di persone comuni, donne e uomini, adulti e ragazzini, che in quegli anni avevano fatto una scelta precisa, lottando per conquistare, anche a costo della propria vita, il valore più prezioso che abbiamo: la libertà. Scrive Milan: “Nel caso di Sergio Temolo, ho avuto la fortuna di poterlo incontrare. Lui, a 91 anni, mi ha aperto la porta di casa e mi ha raccontato la sua infanzia, gli anni della guerra, le sue gesta da partigiano. A lui, scomparso il 30 gennaio del 2022, è dedicato il libro, con la speranza che possa rispondere, anche solo in piccola parte, alla preoccupazione che mi manifestò in uno dei nostri faccia a faccia: il timore che ci si possa scordare di chi ha lottato per la libertà”.

Poche settimane dopo la scomparsa di Sergio, il 23 marzo 2022, al Teatro della Cooperativa di Milano ha debuttato lo spettacolo Temolo – Xé qua che i ga copà to pare, QuintAssenza Teatro, testo e regia di Dino Vollaro. Lo spettacolo nasce dalla ricerca di una chiave di lettura e di un punto di osservazione dal basso verso l’alto della Resistenza, dai bambini e il loro sguardo sulla Resistenza. Racconta il regista: “Da tempo ero alla ricerca di una storia da raccontare, perché è un delitto inventare storie quando ce ne sono migliaia che aspettano ancora di essere raccontate. Quando nel novembre 2019 QuintAssenza Teatro e Quelli della Cassinis propongono una lettura teatrale sugli scioperi alla Pirelli del 1944, a conclusione dello spettacolo prende la parola Sergio Temolo. Comincia a raccontare e nella mia testa rimane solo lui: quel signore alto e robusto è il bambino che sto cercando, figlio di una storia che in tanti hanno raccontato, ma non dal basso, non dal suo punto di vista. In quel momento so che voglio raccontare quella storia e non voglio inventarmi nulla. Ho subito pensato che fosse il caso di inseguire quel signore; insieme a Fiorenzo Dall’Occo ed Enrico Borg, ho preso i primi contatti. E così, impossibilitati a incontrarci di persona a causa della pandemia, nel corso di lunghe telefonate, mi butto nei ricordi di Sergio: quelli nitidi, quelli sbiaditi e quelli presunti. Mi ritrovo fra le mani una mole di ricordi e di sentimenti indescrivibile. Non finirò mai di ringraziarlo per avermi raccontato la storia della sua vita, perché c’è tanto da imparare e da ammirare; storia che lui ha cominciato a raccontare solo dopo aver compiuto sessant’anni. Fino a quel momento aveva tenuto dentro tutta la sua tristezza. A lui il nostro ricordo, la nostra gratitudine e il nostro immenso affetto”.

Il testo di Dino Vollaro ripercorre e intreccia le storie di tutta la famiglia Temolo, facendo ruotare il racconto intorno a Libero, il terzo degli undici fratelli, e al vero protagonista: suo figlio, il piccolo Sergio. Ed è proprio attraverso la sua voce e i suoi occhi increduli che lo spettatore viene accompagnato nel cuore del suo dolore. Nella sua quotidiana resistenza. Nel 2023 esce anche il libro con il medesimo titolo.

La moglie di Sergio, Luigia Introini, mi racconta quella difficile intervista in piena pandemia: “Dino Vollaro è riuscito a venire una sola volta, poi tutto si è svolto al telefono”. Lo spettacolo ha avuto numerose repliche, Luigia ne ha contate quattordici, organizzate da ANPI, Amministrazioni comunali, teatri e dall’Università degli Studi di Milano Bicocca: “È stato messo in scena anche ad Arzignano, in provincia di Vicenza, paese della famiglia Temolo: un teatro strapieno, un successo; così come è stato per la presentazione del libro di Alessandro Milan”.

Caro Sergio, la preoccupazione che avevi manifestato ad Alessandro Milan, cioè il timore che ci si possa scordare di chi ha lottato per la libertà, ci impegna a conoscere meglio la tua vicenda e a diventare testimoni a nostra volta della storia di Libero Temolo e di tutti gli altri resistenti.

A Cinisello Balsamo sarà possibile assistere allo spettacolo, promosso da UniAbita in occasione della ricorrenza della Festa della Liberazione, in collaborazione con Emergency e ANPI Cinisello Balsamo, sabato 15 aprile alle ore 20.45 presso il Salone della Cooperazione G. Matteotti in via I Maggio 5. Ingresso a offerta libera fino a esaurimento posti – prenotazione consigliata: .

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Patrizia Rulli

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