13 Aprile 2024

Il giornale di Cinisello Balsamo e Nord Milano

Aldo Moro, il rapimento che 45 anni fa segnò l’Italia

Da quel 16 marzo del 1978 furono 55 giorni infernali per tutto il Paese. Quel giorno un commando delle Brigate Rosse rapì Aldo Moro, presidente della Democrazia Cristiana uccidendo tutti i cinque uomini della sua scorta. Il rapimento provocò uno sconquasso nel quadro politico anche se non cambiò l’assetto del governo che si stava insediando allora guidato da Giulio Andreotti e che sulla scia di quel fatto ottenne la fiducia alla Camera con l’astensione, divenuta storica, da parte del PCI.

Al rapimento risposero in massa, per primi, i lavoratori delle fabbriche. Ricordo come fosse adesso l’assemblea straordinaria che convocammo alla Kodak per poi con un’adesione mai registrata prima, andammo in corteo, insieme ad altre migliaia di operai e impiegati della nostra zona, alla manifestazione immediatamente lanciata a Milano da Cgil-Cisl e Uil e concomitante con lo sciopero generale indetto dalle stesse organizzazioni sindacali. Non mancarono le contrapposizioni dei partiti sul modo di condurre l’azione per liberare Moro dalla prigione dei brigatisti. Da una parte il PSI di Craxi che sosteneva la possibilità di condurre una trattativa con i rapitori, dall’altra DC e PCI, fermi sulle posizioni di non aprire nessun spiraglio ad un qualsivoglia riconoscimento politico delle BR. L’esito è scritto sulle pagine della storia. Il cadavere di Aldo Moro fu fatto ritrovare a Roma, in via Caetani a pochi passi da via delle Botteghe Oscure dove c’era la sede del PCI.

Sono passati 45 anni da quei tragici eventi e così Maria Fida Moro, oggi ha rilasciato una dichiarazione assai polemica. “Aldo Moro non è morto per caso è stato volutamente e scientemente ucciso. Ed è cosa surreale ed indegna da parte della Camera dei Deputati – scrive la figlia dello statista – di non dare proprio a lui lo status di vittima. Delle due l’una o la Camera dei Deputati si decide finalmente, applicando la legge 206 del 2004, a riconoscere persino Aldo Moro come vittima del terrorismo oppure lo Stato cambi la data della ricorrenza, in memoria delle vittime, dal 9 maggio 78, giorno dell’uccisione di Aldo Moro e la sposti in una data riferita a qualcuno che lo Stato ha fatto l’immane fatica di riconoscere vittima del terrorismo a norme di Legge”

Ivano Bison

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