4 Febbraio 2023

Il giornale di Cinisello Balsamo e Nord Milano

L’Ignazio, l’Isabella e il vanto della Meloni

Ignazio Benito La Russa e la signora che risponde al cognome, Rauti, si sono iscritti da qualche giorno alla Democrazia e immediatamente insediati su scanni parlamentari assai prestigiosi.

Subito si sono affrettati a celebrare l’MSI.

Un gruppo politico che ha riempito le pagine del riecheggiamento fascista, dei mattinali delle questure e i fascicoli di tutti i tribunali italiani, senza che i suoi fondatori, Giorgio Almirante e Pino Rauti padre, mai rispondessero della loro pregressa militanza nelle file della GNR e del loro passato, nel caso Almirante, di fucilatori.  

Probabilmente, La Russa e Rauti figlia, non hanno completato l’iter obbligatorio per chi, fino a poco tempo fa, sosteneva che “Mussolini, in fondo, ha fatto anche buone cose”. Tra l’altro, gli studi di Democrazia non comportano percorsi da dottorato universitario. Non sono necessari saggi sull’opera omnia di Gramsci e neppure sulle pubblicazioni dell’ANPI.  

Sarebbe sufficiente un ripasso delle origini e successive azioni della RSI (con una spruzzatina sulle tesi di Ordine Nuovo) senza andare agli albori del manganello e saltando tutto il periodo del ventennio. Guerra e leggi razziali comprese.

Evidentemente c’è poca voglia di studiare, oppure siamo di fronte a quel tipo di studenti convinti di saperne più di tutti. Tanto, chi si ricorda dei fratelli Cervi? Ricordiamo invece che il La Russa, passando dalle parti del Pirellone e incrociando un gruppo di giornalisti, prima di fermarsi a conversare sull’Inter li salutava con la finissima espressione: “Ma che minchia volete?”

Potremmo continuare. La Russa appena insediato, ha subito proposto la naja breve. Come dire: fai un corso per imparare a sparare e a lanciare le bombe SRCM. Anche questa è didattica, in stile militarista, mediante la quale potrai esibire l’attestato per aver pronunciato, con voce alta, ferma e decisa, il miglior “Si signore, comandi!”.

Quando l’Ignazio, attuale seconda carica dello Stato, insieme a tale Mariastella Gelmini militava nel governo Berlusconi del 2010, propose dei corsi di educazione militare per le medie superiori. Cose del tipo, sparare con la carabina ad aria compressa e gare di orientamento tra pattuglie nei campi estivi. Tutto in puro stile “Vogliamo i colonelli”.

Ci torna in mente, adesso, nel leggere quanto la Presidente del Consiglio si vanti di guidare un governo che fa ”cose di destra”. La Meloni lo può dire, con ragione, dato che i virgulti di destra sono disseminati anche in altri settori della frastagliata opposizione sempre pronti a cogliere “segnali positivi”.

In un Paese che ha eletto, a suo tempo, Cicciolina (fulgido esempio d’influencer d’altri tempi) ci si può attendere che la memoria non faccia curriculum (pardon, follower) e tutto si stemperi con una battuta.

A tale proposito l’allocuzione più solenne è: “Siete dei rosiconi. Questi sono stati eletti dal popolo” Minchia!

Ivano Bison

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