29 Settembre 2022

Il giornale di Cinisello Balsamo e Nord Milano

La corsa del tribuno antifascista. “Daremo risposte a povertà e rabbia”

Tre mercati in altrettanti comuni al mattino, una pausa pranzo di qualche minuto e poi, da pomeriggio fino a sera inoltrata riunioni con sindacalisti, commercianti e associazioni. Su e giù per il collegio che conta 49 città tra Sesto, Rho, Legnano e Cinisello. Emanuele Fiano, deputato dem, in corsa all’uninominale per il Senato, sente che il consenso attorno a lui si sta allargando. “Certamente il fatto di essere una persona conosciuta da molti mi sta dando una mano”, ci dice al telefono in un pausa della sua incessante campagna elettorale. Fiano, classe ’63, apprezzato tribuno con solida esperienza parlamentare è un pezzo grosso dei ranghi democratici e corre, senza paracadute, in un collegio difficile e sterminato. Se la vede con Isabella Rauti di Fratelli d’Italia, figlia del fascista Pino Rauti, data in vantaggio nei sondaggi.

“Sento che stiamo recuperando – dice Fiano – sarà anche per questo motivo che la mia avversaria rifiuta il confronto pubblico con me. Avrei voluto spiegarle cosa significa davvero Stalingrado d’Italia e che ruolo ha avuto Sesto San Giovanni nella lotta anti-fascista. Credo lo ignori del tutto e purtroppo non ci sarà occasione per farlo”. Proprio l’antifascismo è il cavallo di battaglia di Fiano, figlio di Nedo, ebreo sopravvissuto ad Aushwitz che trascorse il resto della vita a testimoniare l’orrore dei campi e dello sterminio nazista.

“E’ vero che porto sempre con me i miei valori ma penso di essere riuscito a tradurre in senso contemporaneo la mia radice antifascista e la storia della mia famiglia. Me ne sono occupato negli ultimi dieci anni in parlamento dove ho lavorato a leggi sui diritti, contro ogni tipo di discriminazione. Ho lavorato insomma in più direzioni per la salvaguardia, sempre, dei valori democratici”. E di lavoro, se verrà eletto, ce ne sarà molto. “Ho incontrato tante persone nei mercati e alle riunioni, anche a Cinisello, che sono in grande difficoltà. Pensionati e lavoratori che non arrivano a fine mese, perché oggi assistiamo ad uno scivolamento nella povertà di persone che lavorano o che hanno un reddito fisso. Una situazione sociale appesantita dalla questione delle bollette che si incontra in ogni settore sociale e riguarda anche chi fa impresa. In difficoltà sono anche i sindaci coi loro servizi sociali da garantire nonostante tutto ed è con loro che, se eletto, lavorerò senza distinzione di casacca”.

La crisi economica esaspera gli animi e preoccupa sempre di più. “Il governo Draghi ha messo oltre 60 mld di aiuti a disposizione degli italiani ma la sensazione è che le persone non l’abbiano visti. L’effetto di ridurre l’impatto traumatico non basta, c’è bisogno di fare di più”, afferma Fiano. “Ora tutti, anche a destra, chiedono più sforzi all’esecutivo uscente per aiutare le persone. Dico solo che potevano pensarci prima di togliere la spina al governo Draghi che così ha dovuto interrompere le operazioni strutturali e ha alleggerito inevitabilmente il peso dell’Italia in Europa. Perché è proprio l’Europa la risorsa che ci consente di arginare la crisi. Prendiamo la questione del tetto europeo al prezzo del gas, si fa solo se uniti e può arrivare a aiutare davvero le tasche degli italiani”.

Ma il clima politico sembra virare da un’altra parte. E la destra di Giorgia Meloni minaccia di cambiare i rapporti con l’Unione Europea. “Il modello per la Meloni è Orban. Non si tratta di temere un ritorno del fascismo, non è quello il tema – incalza Fiano – ma di avere un governo e una maggioranza che propongono modelli in cui il potere viene concentrato in poche mani e sarebbe una svolta della Repubblica nata dalla costituzione anti-fascista. L’Italia rischia di diventare una democrazia illiberale. Ed è uno dei motivi per cui votare il PD”.

Redazione "La Città"

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