18 Agosto 2022

Il giornale di Cinisello Balsamo e Nord Milano

La destra non si batte senza idee e programmi alternativi

Mi rendo conto che mentre si sta lottando contro la calura possa accadere di non porre molta attenzione alle cose che dicono i potenti. La Tv non manca di produrre estesi minutaggi con servizi sulle vicende che ci stanno conducendo in una campagna elettorale, la cui scadenza è tanto incombente quanto una cambiale in bianco. E i giornali? “Nulla è più inedito della carta stampata” è un detto quanto mai è attuale, constatando l’orlo del precipizio su cui si trovano in fatto di diffusione e anche (purtroppo) di credibilità.

Come faranno mai i cittadini raccogliere gli elementi per valutare compiutamente la situazione politica nei soli circa sessanta giorni largamente condizionati dalle cose pratiche della vita quotidiana? Ci sono le vacanze. Un aspetto riguardante solo chi se le potrà permettere, mentre per la stragrande maggioranza vi sarà l’assillo su come arrivare indenni alla quarta settimana del mese.

Esiste anche un quadro oscuro di guerra perniciosa e di Pandemia (a proposito di malattie) non del tutto
debellata. In ogni caso, la distrazione è un’arma da sempre molto affilata da chi usa strategicamente le crisi (economiche e affini) per creare consenso. Non è stata questa la ricetta che ha consentito a Draghi di avvalersi di un governo farcito dalle sigle più disparate, lontanissime tra loro?Adesso si dovrà scegliere mentre l’alterazione delle presentazioni s’impadroniranno degli slogan di tutti i contendenti.

Abbiamo sentito molti lamentarsi della legge elettorale, per primi quelli che (sfiorando il virtuosismo degno di un equilibrista cinese) nulla hanno mai fatto per cambiarla. Con queste premesse siamo giunti a un “dunque” ultimativo. Sarà per questo che Letta Enrico (sottolineo il nome, altrimenti confondibile con lo zio Gianni) impugna lo scudo per arginare l’incombente avanzare delle destre?

O noi o loro! Un poco come il “O Roma o Orte!” di Vittorio Gassmann, nel film di Dino Risi. Con chi li vorrebbe battere? Con Renzi e Calenda, Gelmini, Carfagna e Brunetta? Saranno nomi con più glamour delle sigle di sinistra che tendono ad allearsi ma la Destra non si sconfigge senza idee o programmi alternativi. Cosa
andranno a dire nel porta a porta che si sta organizzando? Busseranno all’uscio dei giovani? O si
limiteranno a fare propri gli slogan degli spin-doctor che hanno suggerito a Letta (Enrico) di mettersi le lenti a contatto della tigre?

Esistono, viceversa, le condizioni se proprio si volesse restare (viste le ristrettezze di tempo) nel puro campo dei numeri, di ponderare bene gli ostracismi verso i Cinque Stelle. Gran parte di chi ha seguito Grillo e i suoi nelle scapestrate, schizofreniche e gravi azioni una volta ottenuti centinaia di deputati, adesso si rendono conto che certe devianze vanno corrette. Hanno maturato dell’esperienza, si spera.

Soprattutto la consapevolezza di chi li ha votati, perché stanchi dei surplace dei partiti, potrebbe ritrovare sollievo in una proposta che ostacoli l’avanzata del neoliberismo, della xenofobia e dei nazionalismi sempre più diffusi. Si potrebbe fare, partendo da un coinvolgimento dal basso. Animando una proposta di sinistra la quale non potrà esimersi dal combattere con determinazione le ingiustizie sociali, i tagli alle pensioni, i salari iniqui e inadeguati, i disastri ambientali, la propensione a privatizzare l’acqua e la salute, la corsa indiscriminata agli armamenti e quindi alla guerra.

Inoltre questi programmi, se rapportati alla scala locale, assumerebbero un notevole valore in vista del 2023. Detto questo, sul piano qualitativo, si può pensare a quello ancora più pratico, ossia non affossando ma connettendosi con chi (gli elettori) non avrebbe altra via che l’astensione dal voto. Dovrebbe divenire il primo e doveroso passo per chi si prefigge di guidare il cambiamento nel Paese, nelle Regioni e nei Comuni adesso guidati dalle Destre.

Ivano Bison

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