19 Agosto 2022

Il giornale di Cinisello Balsamo e Nord Milano

Servizi ridotti e ginecologi scomparsi. L’agonia dei consultori di Cinisello

Si riaccendono i riflettori e le polemiche sui consultori di Cinisello Balsamo, che dipendono da Regione Lombardia. L’occasione è arrivata con la visita nelle strutture socio-sanitarie della città della consigliera regionale del PD Paola Bocci. Si registrano drastiche riduzioni di orari e servizi per i consultori cinisellesi, con particolare situazione di crisi in quello di via Friuli nel quartiere Crocetta, dove le prestazioni ginecologiche sono ormai centillinate.

Il risultato è l’impoverimento del servizio con la conseguente diminuzione degli utenti ed il rischio di una chiusura definitiva del centro. “Il report della visita non è dei più felici in quanto nei 25 anni di governo di destra i problemi si sono acutizzati, nonostante le indiscutibili professionalità presenti all’interno dei consultori”, va all’attacco il PD cittadino.

“Quando le decisioni di regione Lombardia mettono in difficoltà quest’importante servizio di prossimità non si può non riflettere sul fatto che per il centrodestra non è solo la Legge 194 a non essere una priorità, ma perfino l’erogazione delle attività informative imprescindibili, soprattutto per i giovani, per vivere una sessualità consapevole”, continuano i dem in una nota.

I dem si scagliano anche contro l’atteggiamento delle amministrazioni locali a guida leghista, che “non fanno nulla affinché i consultori possano garantire un servizio efficiente”. “E questo è quello che succede anche a Cinisello, con il nostro sindaco Ghilardi che in Consiglio a parole rassicura riguardo all’operatività del servizio, ma nei fatti è connivente con la politica regionale, che mira a depotenziare questi servizi di prossimità”.

“In consiglio ci hanno rassicurato che il consultorio di Sant’Eusebio non sarebbe stato chiuso, ma si sarebbe trasformato in un polo integrato con servizi di secondo livello per il disagio giovanile. Scopriamo ora che esso è rimasto tale solo sulla carta, perché nei fatti opera senza la presenza di personale sanitario (ostetricia e ginecologia)”, afferma il consigliere PD Daniele Calabria, che aggiunge: “Hanno votato il nostro odg che chiede un consiglio comunale aperto sui temi sanitari della città, alla presenza di ATS e ASST; ebbene, da ormai un anno chiediamo che tale consiglio si tenga, mentre il centrodestra cittadino e il sindaco nicchiano sulla questione facendo melina”

“Adesso scopriamo che pure il consultorio di via Friuli è in piena emergenza: mentre la giunta sbandiera ai quattro venti la vittoria del bando per il progetto “Entangled”, che a detta loro dovrebbe cambiare il volto del quartiere Crocetta, ad oggi non è chiaro se il consultorio – ubicato in uno degli stabili che sarà probabilmente oggetto di intervento progettuale – e ASST siano stati coinvolti nello stesso per mettere in rete i servizi presenti nel quartiere. Insomma, la verità è che all’amministrazione di questa città il tema non interessa, perché di fatto è d’accordo con le politiche sanitarie scellerate portate avanti in Regione in questi anni: impoverimento della sanità territoriale e foraggiamento indiscriminato alle realtà private per una sanità privatizzata e per pochi”.

Redazione "La Città"

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