29 Settembre 2022

Il giornale di Cinisello Balsamo e Nord Milano

25 Aprile tra guerra e rigurgiti neofascisti

di Roberto Cenati, Presidente Anpi provinciale di Milano

Stiamo attraversando un periodo in cui la pace, bene prezioso conquistato dalla Resistenza italiana ed europea che furono guerra alla guerra è messa seriamente in pericolo. Ricordava lo scrittore David Grossman: “Nell’epoca in cui viviamo non ci sono più vittorie inequivocabili. Ci sono soltanto “fotogrammi” di vittoria che lasciano il tempo che trovano e il cui negativo ci mostra che nelle guerre ci sono unicamente perdenti.”
Abbiamo fermamente condannato l’aggressione della Russia all’Ucraina, un atto di guerra che nega il principio dell’autodeterminazione dei popoli e fa precipitare l’Europa sull’orlo di un conflitto globale.

La partecipazione più dolorosa è per le sofferenze del popolo ucraino, sottoposto a bombardamenti e costretto a lamentare perdite umane gravissime che colpiscono bambini, donne, anziani. L’invasione dell’Ucraina precipita l’Europa nella più grave crisi militare dalla fine della Seconda guerra mondiale e dimostra che il presidente russo Putin ha scelto di usare la forza delle armi per poter ridefinire l’architettura della sicurezza europea, a scapito del rispetto per la democrazia.

L’Italia e l’Unione Europea devono svolgere un ruolo importante attraverso le armi della diplomazia
per la cessazione delle ostilità e la pace. L’Europa e il nostro Paese sono attraversati da una preoccupante deriva neofascista, xenofoba e antisemita. Quanto accaduto a Roma, il 9 ottobre 2021, con l’assalto di Forza Nuova alla sede nazionale della Cgil, costituisce un fatto di estrema gravità, un attacco alla democrazia e al mondo del lavoro. Da anni chiediamo che le organizzazioni che si richiamano al fascismo, contrapponendosi ai principi della nostra Carta Costituzionale devono essere sciolte. Gli strumenti esistono: sono le leggi Scelba e Mancino. Occorre la volontà politica di applicarle.

Siamo in presenza di un altro fenomeno molto preoccupante: la persistenza di una mentalità ereditata dal periodo fascista costituita da un modo di pensare diffuso, che ripropone periodicamente la necessità di ricorrere all’uomo forte per risolvere le situazioni più complesse del nostro Paese. Se a Liliana Segre, sopravvissuta alla Shoah, preziosa testimone delle nefandezze del nazifascismo viene assegnata la scorta, vuol dire che stiamo attraversando uno dei periodi più bui del secondo dopoguerra.

In questa difficilissima situazione abbiamo come Anpi un compito fondamentale che ha sempre fatto parte della nostra missione nella società: quello di scuotere le coscienze, di rilanciare il valore dell’antifascismo, della Memoria legata alla conoscenza storica e alla cultura ritenuta dal Presidente Sergio Mattarella l’antidoto più efficace contro la barbarie. Nella ricorrenza del 77° Anniversario della Liberazione il sacrificio dei Combattenti per la Libertà deve costituire per tutti noi un forte monito per realizzare una società più giusta, per un mondo in cui non ci siano più guerre, fascismi, intolleranza, ma che sia finalmente segnato dagli ideali di pace, di convivenza tra i popoli, di solidarietà, come previsto dalla Costituzione repubblicana, l’eredità più preziosa della Resistenza italiana.

Redazione "La Città"

Articolo precedente

Agorà democratiche a Cinisello. Il 30 aprile giornata di confronto

Articolo successivo

Indetta una Perugia-Assisi straordinaria il 24 aprile

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.