14 Agosto 2022

Il giornale di Cinisello Balsamo e Nord Milano

Chi non investe sui giovani, non ha futuro

di Alessandra Vergani – docente Ciofs-FP di Cinisello Balsamo

Ce lo raccontano le pagine di cronaca con l’esplodere di episodi di violenza tra i più giovani, lo conoscono bene tutti coloro che rivestono un ruolo educativo e si fanno carico di un disagio che sta diventando ormai “ordinario” e lo urlano a gran voce psicologi e psichiatri che rappresentano spesso il punto di approdo di  una sofferta richiesta di aiuto: siamo in piena emergenza educativa e da soli non ce la possiamo fare… È questo in buona sostanza il messaggio con il quale durante la conferenza stampa del 21 gennaio ha preso ufficialmente avvio l’attività della cordata educativa, una rete costituita da  diversi enti e realtà educative della diocesi di Milano che si pone come obiettivo la realizzazione della missione educativa in questo tempo di “non solo Covid”.

Tra le priorità la proposta di percorsi formativi destinati a chi manifesti, in forza della sua vocazione (genitori, insegnanti, educatori, animatori sportivi o allenatori…) o per sensibilità e attitudine personale, l’intenzione di farsi trovare disponibile per pensare spazi e tempi da abitare insieme alle giovani generazioni con una finalità educativa. Con la concretezza di percorsi da costruire a partire dal territorio e dalle comunità cristiane.

Perché questo tempo ci chiede il coraggio di ripartire, costruendo reti e immaginando scenari possibili, a partire da quella richiesta di aiuto che emerge, in modo più o meno esplosivo, dal territorio: dalle strade e dalle piazze, dai nostri quartieri di periferia, dalle aule delle scuole, dagli oratori. Non è troppo tardi per fermarsi ed ascoltare…

“Ci” riguarda, riguarda anche noi, qui a Cinisello, ora…

“Nel passaggio dalla primissima fase al momento attuale, si è registrato un considerevole aumento delle consulenze presso i nostri Centri, l’età media degli utenti sono giovani tra i 14 e i 19 anni – dice la dottoressa Chiara Biader, direttore generale della Fondazione Edith Stein*, di cui fanno parte 4 consultori del territorio, tra cui quello di Cinisello Balsamo. “La pandemia ha fatto esplodere un disagio latente, sommerso. Si accentuano problematiche d’ansia e attacchi di panico, fenomeni eclatanti legati alla propria incapacità di fronteggiare lo stress dovuto al ritorno a scuola”.  Quest’ultimo dato si configura come emergente rispetto alla prima fase dell’emergenza pandemica: un dato che impatta notevolmente con le fatiche legate alla frequenza scolastica e alla DAD e che incide in maniera significativa con l’aumento del tasso di dispersione scolastica.

“Tra gli aspetti positivi certamente possiamo sottolineare l’impegno profuso per dare accoglienza a questo disagio da parte di enti con finalità educative e da parte della scuola, un bellissimo messaggio di speranza, un invito a guardare i giovani come risorsa, anche in un momento come quello che stiamo vivendo”.

Ma quali sono i sintomi più ricorrenti?

 “Episodi che denotano un peggioramento della conflittualità nei rapporti tra pari e anche all’interno del gruppo classe; e ancora manifestazioni di grave malessere della persona che sfociano in attacchi al proprio corpo, (autolesionismo e disturbi alimentari); una paralisi della motivazione profonda e del desiderio che si traducono nell’incapacità di pensare al proprio futuro, una forte propensione allo scontento e alla tristezza”.

E l’elenco potrebbe non chiudersi qui, perché le difficoltà corrono.

“Tutto corre veloce come un treno” – canta Blanco in Lucciole– e “io mi voglio fermare”.

Come accogliere questo grido, più o meno sommerso, di aiuto?

“Al di là del sintomo, che certamente richiede un intervento esperto e dice di un disagio profondo della persona, forse diventa necessario porsi anche un’altra domanda: non è l’intervento dello psicologo del momento che risolve una volta per tutte la crisi, è la relazione che sostiene il ragazzo nel suo contesto che fa la differenza; relazione che può essere supportata, rinnovata, aiutata a ri trovare una strada possibile. Non possiamo correre il rischio di appiccicare etichette a questa nuova generazione, di patologizzare, è una fatica che va accolta nella sua ordinarietà, senza delegare. Una volta riconosciuto il disagio, è necessario il coinvolgimento di tutte le persone intorno: genitori, insegnanti, educatori… “

“È necessario investire su di una progettualità condivisa – ribadisce Chiara Biader- evitando di sprecare energie per progetti che ci sono già, ma investendo sulla possibilità di rispondere insieme ai bisogni che emergono, altrimenti si risolve l’emergenza ma non si danno prospettive future. Diventa necessario investire su di una qualità della cura educativa, capillare e impegnativa. Tempi e numeri vanno ripensati se si vogliono realizzare interventi efficaci”.

La missione educativa diventa possibile solo se si entra nell’atteggiamento della cordata: nessuna ricetta preconfezionata, si ascolta il territorio e si entra nella logica del fare rete. Nell’ordinario.

E ancora Blanco:

“La rabbia e la passione

a centottanta il cuore

tu mi parli di che cosa

non mi conosci,

no, non mi conosci

non mi conosci

Parole che graffiano la sensibilità educativa di noi adulti, che invitano a prenderci cura dei bisogni e delle domande di questa nuova generazione, ma che soprattutto ci interpellano a cogliere l’opportunità di saper guardare al futuro, accogliendo la sfida di camminare “insieme”, al “loro” passo e rinnovando la nostra fiducia nella straordinaria capacità  dei giovani di navigare oltre la tempesta (cit. Manifesto della cordata educativa) che è insita nella stessa condizione evolutiva di questa incredibile stagione della vita. E forse, disabilitando vecchi stereotipi culturali che ci rendono sempre così giudicanti, avremo guadagnato la possibilità di sentire ancora “quella passione a centottanta il cuore”…

*Fondazione Edith Stein, presidente don Roberto Spreafico, direttore generale Chiara Biader, comprende 4 consultori famigliari privati convenzionati con Regione Lombardia – quello di Cinisello si trova in via Carducci 21.

Patrizia Rulli

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