29 Novembre 2022

Il giornale di Cinisello Balsamo e Nord Milano

Unica iniziativa per Shoah e Vittime delle Foibe. Polemiche a Cusano

Polemiche a Cusano Milanino nel Giorno della Memoria, in cui si commemora la liberazione del campo di sterminio di Auschwitz il 27 gennaio del 1945. La giunta ci centrodestra ha organizzato un’iniziativa che mette insieme le “vittime della Shoah” e “le vittime delle foibe”. Cosa che ha provocato alcuni malumori nella cittadinanza. Ad esprimerle la propria contrarietà è l”ex sindaco Giuseppe Maserati, che ha preso carta e penna e ha scritto all’assessora alla cultura Elena Maggi.

“Se l’obiettivo, certo comprensibile, è quello di censurare, senza distinzioni, ogni forma di violenza si utilizzi una data diversa. Ogni accostamento alla Shoah ha l’effetto inevitabile di stemperare o di annullare la memoria del genocidio del popolo ebraico. Non si tratta pertanto di effettuare distinzioni o di sfuggire ad un giudizio inequivocabile sulle tragedie della storia. Da ogni punto di vista la guerra, la violenza, la sopraffazione, ogni atto che toglie la vita o la dignità della persona umana, sono ugualmente esecrabili: la Shoah, le foibe, il gulag, il genocidio armeno. La lista, limitandoci solo all’ultimo secolo, sarebbe purtroppo lunghissima.

Il “giorno della memoria” è altra cosa. Attraverso una data simbolica, ci richiama a ricordare, per la sua eccezionalità, un aspetto specifico della storia mondiale: un gruppo di carnefici, guidati dalla ideologia nazista, ha deciso, sulla base di motivazioni razziali, di procedere alla “soluzione finale”, ovvero allo sterminio di un intero popolo e, con drammatica e agghiacciante coerenza, lo ha portato avanti fino al 27 gennaio del 1945, causando milioni di morti.

La “soluzione finale”, attraverso la costruzione di campi di sterminio quali strumenti di morte organizzati industrialmente, consisteva nella ricerca sistematica e nella deportazione degli ebrei e nella uccisione e nella distruzione dei cadaveri. Questa è la cosa terribile che dobbiamo ricordare. Perché non debba più accadere. Ed è proprio per le motivazioni sopra esposte che, con una legge del 20 luglio 2000, la Repubblica italiana ha istituito il Giorno della Memoria e nel primo articolo riconosce il 27 gennaio come data simbolica per “ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati”.
Nulla dobbiamo dimenticare, ma il valore simbolico di questo giorno deve stagliarsi per la sua drammatica unicità.
La ringrazio”.

Redazione "La Città"

Articolo precedente

Giorno della Memoria: “L’Istruttoria” al Matteotti

Articolo successivo

Giovani Sestesi contro Di Stefano: “Amministrazione al capolinea”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.