7 Agosto 2022

Il giornale di Cinisello Balsamo e Nord Milano

Venti di crisi a Cormano. Licenziata dal sindaco l’assessora civica

“Il rapporto di fiducia con l’assessore Roberta Zanzani è venuto irrimediabilmente a mancare a seguito delle divergenze in merito agli obiettivi politico-programmatici da realizzare nell’ambito del programma di mandato del Sindaco, e anche nel metodo di conduzione dell’attività dell’assessorato e dell’attività amministrativa più generale”. Con queste parole, messe nero su bianco, il sindaco di Cormano, Luigi Magistro, ha licenziato l’assessora alla Cultura e al Welfare Roberta Zanzani. Una rottura da tempo nell’aria tra il primo cittadino e la sua assessora di punta, entrambi esponenti della lista civica “Cormano Cresce”.

“Lascio oggi dopo due anni di assiduo lavoro la carica di assessore ai Servizi Sociali, Biblioteche e Cultura. A malincuore e non per mia volontà mi trovo costretta a non poter terminare il lavoro che ho iniziato con tanta energia e passione”, dice Roberta Zanzani. “Ringrazio tutti i cittadini di Cormano, le associazioni del territorio e i dipendenti comunali, con cui ho avuto il piacere di collaborare durante il mio assessorato. Ho svolto il mio compito con onestà, impegno e senso civico, lavorando per il bene della collettività tutta. Sono riuscita a vedere concretizzati molti progetti e tante attività. Pertanto, lascio orgogliosa per quanto sono, insieme ad un gruppo di lavoro affiatato e professionale, riuscita a compiere in questi due anni. Auguro alla Giunta di continuare a governare Cormano per il bene di tutti i suoi cittadini”, conclude senza lasciare spazio a polemiche.

La Zanzani, dicono voci di corridoio, sarebbe finita nel mirino di alcuni colleghi di giunta (leghisti in testa) per l’approccio troppo “dem” sui temi della cultura. In particolare non è piaciuta alla destra la continuità che l’assessorato ha espresso in questi due anni e mezzo nei confronti del recente passato. La sensibilità della Zanzani per Ottobre Manzoniano, Giornata della Memoria e Festa della Liberazione potrebbero aver causato molte ruggini con gli alleati del carroccio.

Ma i più informati parlano anche di una frattura profonda dovuta alla strategia di gestione della delega al Welfare. Il timore dei leghisti, azionisti di maggioranza, sarebbe quello di essere esclusi dal controllo dei fondi del PNRR in arrivo nei comuni. Una partita di enorme importanza da lasciare nelle mani di una assessora autonoma. Il sindaco, dal canto suo, pare aver accettato di buon grado le pressioni degli alleati. Forse per il timore di piombare in una crisi di maggioranza, in cui a rischiare il posto potrebbe essere lui stesso.

Redazione "La Città"

Articolo precedente

Apre domani il punto prelievi nella Farmacia Comunale 1

Articolo successivo

Gianni Perini, dell’Atletica Cinisello, non c’è più

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.