4 Dicembre 2022

Il giornale di Cinisello Balsamo e Nord Milano

Medici di base, anche a Cinisello una mozione della Lega rivolta a Speranza

Sui medici di base scende in campo anche il sindaco di Cinisello Balsamo che fa sponda con la Lega, cercando di scaricare la responsabilità della mancanza orami cronaca di medici di famiglia sull governo nazionale. In particolare sul ministro Roberto Speranza.

Ghilardi annuncia infatti che anche in consiglio comunale a Cinisello sarà presentata una mozione, già approvata dal consiglio regionale, contenente una serie di proposte concrete da portare sul tavolo del ministro per intervenire sul drastico calo di medici di base che si sta verificando.

A livello nazionale circa il 53% dei medici andrà in pensione entro 5 anni. In Lombardia 4.167 medici di famiglia andranno in pensione entro il 2028. Fino ad oggi le opposizioni in consiglio comumale hanno chiesto a Regione Lombardia di provvedere nell’assegnazione dei nuovi medici in un comune in cui in alcuni quartieri i dottori mancano del tutto.

Adesso è la Lega a cercare a scaricare la responsabilità sul governo nazionale. La richiesta della mozione, che girerà tutti i comuni lombardi, si articola su più punti:

  • Stop ai tagli alla sanità nazionale e alle borse di studio, riportandole almeno alla quota prevista per il triennio 2019/2022
  • Anticipare la fine del corso di formazione del triennio 2018/2021, mantenendo inalterato il monte ore formativo, in modo che 379 tirocinanti potranno entrare immediatamente in servizio
    Revisione dell’Accordo Collettivo Nazionale in funzione di una premialità per i medici di medicina generale che decidono di aumentare il massimale di assistiti
  • Aumento della quota di assistiti per i medici in formazione al terzo anno, da 650 a 1.000, mantenendo la borsa di formazione e il monte ore
  • Semplificazione dell’accesso agli ambiti carenti di medici già in possesso di specializzazione o soprannumerari che volessero intraprendere la carriera di medico di medicina generale
  • Eliminare o perlomeno rendere più elastico il numero chiuso alle Facoltà.

Redazione "La Città"

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