18 Agosto 2022

Il giornale di Cinisello Balsamo e Nord Milano

Foibe, Cinisello diventa un caso nazionale. Interviene il Forum Antifascista

Non si placa la polemica per l’accordo tra comune di Cinisello Balsamo e L’Unione degli Istriani per organizzare iniziative culturali sulla vicenda delle Foibe. Era stata Anpi ad accusare l’associazione di essere vicina all’estrema destra; accusa che era stata respinta dai diretti interessati e dalla stessa giunta di centrodestra. Ora è un documento firmato dal Forum delle Associazioni Antifasciste e della
Resistenza a livello nazionale a confermare la tesi di Anpi Cinisello, dimostrando come l’Unione degli Istriani elabori tesi molto vicine al revisionismo neo-fascista.

“Diversi Comuni, fra cui Cinisello Balsamo – si legge in una nota del Forum – hanno siglato protocolli d’intesa riguardanti la formazione dei giovani con l’associazione Unione degli Istriani, che non fa parte della Federazione degli esuli giuliano-dalmati, e che si caratterizza per non riconoscere i confini stabiliti dopo la Guerra tra Italia e Jugoslavia, suggerire testi di personalità fasciste, compresi criminali di guerra, dileggiare e rinnegare il 25 Aprile. Tutto ciò è intollerabile”.

“I rappresentanti delle Istituzioni repubblicane hanno il dovere politico e morale di rammentare e testimoniare che la nostra è una Repubblica democratica nata dalla Resistenza e dall’Antifascismo. Pertanto, invitiamo con la massima fermezza Parlamento, Regioni ed Enti locali ad una rigorosa e inflessibile affermazione dei valori e dei principi costituzionali”, conclude il comunicato, che è firmato da numerose associazioni partigiane, laiche e di ispirazione cristiana (come l’Associazione Nazionale Partigiani Cristiani), l’Associazione degli Internati Militari, le associazioni dei deportati e dei reduci dai campi di sterminio.

Un conferma di quanto già denunciato dai partigiani cinisellesi, che prendono la palla al balzo e insistono avanzando una ricca ulteriore documentazione a favore delle loro tesi: “La ‘trentennale ricerca storica’ dell’Unione degli Istriani si basa sul noto ‘Albo d’Oro dei Caduti nella Venezia Giulia’, un libro scritto dal criminale di guerra Luigi Papo de Montona, dal 1943 Commissario del Fascio e capo della Squadra d’azione fascista di Montona (Istria), un gruppo di volontari della GNR che confluì nella MDT (Milizia Difesa Territoriale) che si era posta sotto il diretto comando dei nazisti. Le squadre che Luigi Papo comandava si resero protagoniste di atrocità, saccheggiarono villaggi, torturarono e uccisero gli oppositori al nazifascismo, fecero internare in Germania partigiani jugoslavi e civili sospettati di antifascismo.

Luigi Papo venne accusato dalla Commissione di Stato jugoslava di aver comandato l’uccisione e la tortura di partigiani e civili disarmati. La fece franca perché, catturato e imprigionato dai partigiani jugoslavi, non fu riconosciuto e perciò venne rilasciato. Fu esule in Italia e visse a lungo a Roma sotto falso nome per timore di essere estradato. Sarebbe dunque sulla base di quanto narrato da un criminale di guerra che verrebbero raccontate ai nostri studenti le complesse vicende del Confine Orientale?”

Secondo il comitato locale di Anpi “l’Unione degli Istriani, nella sua foga nazionalista e neoirredentista, alimenta divisioni tra le comunità italiane, slovene e croate d’oltre confine”. “Invitiamo l’assessore Visentin e il sindaco Ghilardi a lasciare gli esponenti dell’Unione degli Istriani alle loro nostalgie neoirredentiste. Costoro non sono nostalgici di quelle terre, dove peraltro, nell’Europa che ha abbattuto i suoi confini interni, chiunque può andare a vivere in qualsiasi momento, ma sono nostalgici dell’appartenenza delle stesse all’Italia; appartenenza perduta proprio in seguito alla folle volontà di dominio del fascismo che gli accordi di Rapallo violò con l’invasione del 1941”, conclude la nota di Anpi.

Redazione "La Città"

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