Maria, Dina, Ines e le altre partigiane che fondarono l’UDI a Cinisello

È capitato in sorte a molte di noi di conoscere donne coraggiose e determinate che parteciparono alla Resistenza e di condividere con loro parte di un percorso di vita fatto di impegno sociale e politico. Anch’io ho avuto la fortuna di intrecciare la mia strada con alcune di loro e ho avuto il privilegio di ascoltarne i racconti.  

Anche a distanza di anni, nelle loro testimonianze esprimevano la gioia per la caduta del fascismo. Rammentavano con commozione la manifestazione del Primo Maggio successivo alla Liberazione, in piazza a Cinisello. C’era una grande folla con il sindaco Carlo Meani, la Giunta e il CLN (Comitato di Liberazione Nazionale) in testa; oratore il cinisellese Pietro Vergani, nome di battaglia Fabio, uno dei massimi esponenti delle Brigate Garibaldi della Lombardia. “Accorrete compatti a questa manifestazione, disciplinati e ordinati come si addice in quest’ora di grandi vittorie” recitava il manifesto del CLN. Come dimenticare i loro occhi lucidi nel ricordare la grande manifestazione del 6 maggio 1945 a Milano dove, insieme a tutte le formazioni partigiane, sfilava l’intero Distaccamento di Cinisello Balsamo della 119^ Brigata Garibaldi SAP (Squadre di Azione Patriottica) Quintino di Vona, con alla testa Carlo Meani, Umberto Ratti e Antonio Longo; una giornata che avrebbero voluto non finisse mai, anche se il loro pensiero andava a tutti i caduti.

L’UDI (Unione Donne Italiane)

Poco dopo la liberazione di Roma, a settembre del 1944 furono poste le basi dell’UDI, che raccoglieva le esperienze dei Gruppi di Difesa della Donna. I GDD erano sorti nel 1943, riunendo gruppi femminili e donne antifasciste d’ogni provenienza allo scopo di mobilitare le masse femminili contro l’occupazione. Dai gruppi uscirono le prime gappiste, le partigiane combattenti, le staffette. Dopo la liberazione del Nord, la fusione fra Comitato d’Iniziativa e GDD del 6 giugno 1945 sfocerà nella nascita dell’UDI, ratificata nel corso del primo congresso dell’ottobre seguente.

Anche nella nostra città, alla fine di giugno del 1945 nacque l’UDI, che inaugurò la propria sede presso Casa Martinelli a Balsamo. A giugno di quest’anno ricorre il 76° anniversario. Ne furono fondatrici alcune delle più belle figure della Resistenza femminile locale: Maria Borsari, Dina Cereda, Giuseppina Figini, Ines e Antonietta Mottani, Laura Monti, Adalgisa Meroni, Rachele Sala, la cattolica Albertina Stucchi, nonché le future consigliere comunali Guglielmina Pacchetti (socialista) e Carlotta Oggioni (comunista).

Un impegno, carico di entusiasmo e di fiducia nel futuro, che fu sia di tipo assistenziale che politico. Sul primo versante si iscriveva il proseguimento dell’opera di assistenza ai combattenti e alle loro famiglie e a tutti coloro che erano stati perseguitati dal fascismo o che avevano conosciuto la deportazione. A ciò si aggiungeva anche un’attività di tipo sociale: controllo sui prezzi, sugli approvvigionamenti e sulla distribuzione. L’impegno veniva profuso in vista anche di una maggiore tutela dei bisogni primari dell’infanzia e della maternità e per la promozione di attività culturali ed educative a favore delle donne. Sul secondo versante l’attività principale era quella di dare impulso a una “partecipazione più attiva delle donne di Cinisello Balsamo alla vita politica e sociale, alla diffusione di una coscienza più avanzata dei loro diritti, primo fra tutti quello di rendere effettivo, perché consapevole, l’appena ottenuto diritto di voto, nonché la battaglia sociale e sindacale per affermare compiutamente il diritto al lavoro equamente retribuito”. È questo un passo dell’appello redatto in occasione della costituzione dell’UDI cittadina, firmato oltre che dalle promotrici (che si costituirono in Comitato d’Iniziativa), anche da molte altre donne, operaie, impiegate, casalinghe, vedove e sorelle di caduti. Ma fu il problema dell’esercizio del diritto di voto che, per l’avvicinarsi del referendum istituzionale del 2 giugno 1946, catalizzò una gran parte delle energie e delle attenzioni. Vennero spesso in città: Pina Re, Valeria Bonazzola, Gisella Floreanini, Lidia De Grada, che aiutarono a elaborare qualche punto programmatico utile per le successive elezioni amministrative. Una parte dell’attività era anche volta a diffondere e far conoscere la rivista Noi Donne, con apposite campagne di propaganda e sottoscrizione. In quei primi momenti di vita democratica l’UDI riuscì altresì a inserire sue rappresentanti negli organismi assistenziali, nelle commissioni per i reduci, in quelle consultive per i prezzi, nei CLN aziendali, nell’ONMI (Opera Nazionale Maternità e Infanzia) e nell’UNRRA (United Nations Relief and Rehabilitation Administration) per la distribuzione di viveri. Si trattava in definitiva di un vero e proprio apprendistato della politica da parte delle donne dopo la grande esperienza della Resistenza.

Grazie al loro impegno e al loro coraggio si è aperta la strada delle conquiste per la parità dei diritti. È importante raccogliere il testimone per proseguire nel cammino di difesa della democrazia e dei diritti, senza mai dimenticare che questo non è un Paese libero, bensì un Paese liberato.

Per la storia dell’UDI cittadina: Emilio Zucca, Cinisello Balsamo 1945/1961. Dalla Liberazione alla nuova identità cittadina.

Patrizia Rulli

Patrizia Rulli

Articolo precedente

Nuovi alberi in piazza Gramsci. Ma un progetto ancora non c’è

Articolo successivo

Via De Vizzi il Comune rimedia. Ma il vicesindaco se la prende con chi critica

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy.

Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy.

Cliccando su “Accetto” acconsenti all’uso dei cookie.