Sesto va allo scontro con Milano anche sulle ciclabili

Pare che il sindaco di Sesto San Giovanni abbia due obiettivi di mandato: completare il proprio e prendersela quasi quotidianamente con il Comune di Milano. La famiglia Di Stefano ormai impegna molto tempo nella guerriglia contro la sinistra milanese. Evidentemente non basta la dura opposizione della consigliera comunale leghista Silvia Sardone, moglie del sindaco. Da qualche tempo a questa parte ci si è messo anche il primo cittadino a dar fuoco alle polveri contro Palazzo Marino.

Questa volta il sindaco della ex Stalingrado d’Italia se la prende con la giunta Sala per le piste ciclabili. L’inizio dei lavori per la realizzazione della pista Restellone-Puccini di Sesto è l’occasione per tuonare contro i vicini di casa.

In un post, Di Stefano pubblica la foto di una pista ciclabile milanese messa a confronto con il nuovo cantiere sestese e scrive: “A Sesto San Giovanni progettiamo e realizziamo piste ciclabili sicure, a norma di legge e utili per connettere diversi punti della città, per una mobilità davvero sostenibile. A Milano si limitano solo a tracciare delle righe sull’asfalto e realizzano ciclabili senza protezioni che mettono a forte rischio l’incolumità dei ciclisti e finiscono per congestionare il traffico ottenendo l’effetto contrario a quello desiderato”.

Un attacco in piena regola contro le politiche della mobilità del comune di Milano. Già al centro di polemiche da parte dell’opposizione milanese di centrodestra e oggetto di campagne di stampa dei quotidiani della destra, contrariati dal cambio di passo verso politiche di mobilità dolce intrapresa dalla giunta meneghina, che cercano di disincentivare l’uso delle automobili.

Da tempo anche Sesto pare essersi aggregata all’artiglieria conservatrice. Tempo fa c’erano state scintille tra Di Stefano e l’assessore Marco Granelli dopo la diffida del comune di Sesto sul ritardo dei lavori per il prolungamento della M1. La polemica si era esaurita con la riapertura del cantiere ma il fuoco, evidentemente, continua a brucuare sotto la cenere.

Redazione

Redazione "La Città"

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