Il tormentone leghista su 60 migranti. No all’accoglienza dal sindaco di Sesto

“Nessun immigrato clandestino a Sesto San Giovanni. La mia unica preoccupazione è pensare alla nostra gente. Prima gli italiani”. Eccolo, prevedibile e puntuale come sempre, il mantra ripetuto e quasi urlato dal sindaco leghista Roberto Di Stefano, in un video diffuso nei suoi canali social. A differenza del collega di Cinisello, che si è espresso sulla stessa linea, Di Stefano chiama direttamente in causa la ministra dell’Interno Luciana Lamorgese con parole di fuoco.

“Lo scarica barile del ministro sui territori, la sua incapacità di gestire l’immigrazione non può e non deve diventare un problema dei comuni”. Il sindaco Di Stefano si riferisce alla necessità di smistare 60 migranti recentemente sbarcati a Lampedusa nei comuni della Lombardia. Con tutta probabilità nessuno capiterà in quel di Sesto. Però Di Stefano ci tiene a far sapere che la città, Medaglia d’Oro della Resistenza, e da sempre impegnata sul fronte dell’accoglienza e dell’integrazione, terrà chiuse le sue porte agli stranieri.

Troppo forte l’impatto della crisi economica dovuta al covid-19 sugli italiani per poter estendere aiuti per chi viene da fuori. Così la pensa Di Stefano, sulla stessa linea del sindaco di Cinisello, Giacomo Ghilardi, che lo ha ribadito qualche giorno fa all’assemblea dei sindaci leghisti lombardi. “Prima gli italiani”, insomma. Posizione che ha già fatto registrare le prime vivaci polemiche sia a Cinisello che a Sesto.

Redazione

Redazione "La Città"

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