20 Agosto 2022

Il giornale di Cinisello Balsamo e Nord Milano

“Se la vaccinazione dovremo prenotarla, i medici di famiglia che ci stanno a fare?”

Lettera di Anselmo, cittadino di Cinisello

Seguendo la trasmissione Presa Diretta su RAI3 di lunedì 1 febbraio 2021 ho appreso che a Milano esiste una cooperativa con quattro medici, un infermiere e tre impiegati che hanno seguito nell’anno passato 9mila pazienti. Per loro ammissione ne hanno avuto 100 con sintomatologia COVID19 che hanno seguito senza doverli ricoverare. Su questa quantità hanno avuto due decessi che neanche farlo apposta erano stati ricoverati.
Questa notizia fa il paio con quella cui, sempre sul TG Regionale di RAI 3 andato in onda tempo fa, veniva comunicato che un medico di famiglia (in un comune della bergamasca) aveva seguito tutti i suoi pazienti (con relative visite domiciliari), curando i casi COVID senza aver avuto alcun decesso per questo virus.
Ora siamo alle vaccinazioni (mi raccomando da farsi a tutti e con la massima celerità) e cosa accade? Tra le tante cose (vaccini che arrivano in ritardo, quantità inferiori al bisogno, vaccini non utili per tutte le età) sta venendo fuori che per vaccinarsi ci si deve prenotare. Ma scusate e i medici di famiglia che ci stanno a fare? Gli elenchi dei loro pazienti, dove ognuno dovrebbe essere ben individuato per età e tipologia di malattie non sono utilizzabili? Il medico di famiglia non riesce a stilare un elenco con tanto di priorità da mandare all’Ast regionale che poi potrebbe procedere alle vaccinazioni (in luoghi e tempi ben definiti)? Pare di no, meglio che il singolo paziente si butti nella solita affannosa corsa per ottenere con gran fatica quello che dovrebbe essere un diritto dovuto.
Solo lamentele? Vedete voi. Chiudo con quello che mi sta accadendo con il mio medico di famiglia. Quando sano venuto a Cinisello Balsamo, il mio medico di famiglia aveva lo studio a due passi da casa mia. Poi questo dottore è andato in pensione e, dalla sera alla mattina, sono stato costretto a cercare un sostituto. L’ho trovato, a un chilometro da casa, e questo c’era e questo ho preso. E pochi mesi fa altra novità. Il medico si trasferisce e il suo studio ora me lo trovo a quasi tre chilometri da casa. Ottimo, per un over 70, così si fa una “comoda passeggiata“ magari con una bella sciatalgia in corso. Ma perché non cercarne un altro più vicino. Facile a dirsi difficile a farsi. Il rischio in questo
caso è quello di vedersi proporre un medico di famiglia addirittura fuori comune (come è già successo a un mio conoscente) e quindi vedere aumentare le difficoltà per recarsi in studio a farsi visitare. E magari all’osservazione che è lontanissimo da casa, sentirsi dire dall’impiegato di turno “… ma come non ha la macchina per andarci da casa sua?”
Ma di tutto questo nessuno ha responsabilità? La colpa è solo di chi ha bisogno di essere curato? Allora tutto il discorso di cura e prevenzione sono solo parole con cui riempirsi la bocca. Ma è questa la meravigliosa eccellente sanità lombarda che da anni ci spacciano i politici al timone di comando?
Grazie per lo spazio concesso.

Redazione "La Città"

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