La lettera di un ex malato al team del Bassini, “Guarito dal covid anche grazie a voi”

Carlo ha da poco compiuto 62 anni, è un ex alpino. Il primo dicembre dello scorso anno è andato in pensione. Certo, andare in pensione durante la pandemia non era proprio ciò che auspicava, ma ottimista di natura, immaginava il momento in cui l’emergenza Covid sarebbe rientrata e avrebbe finalmente potuto dedicarsi ai suoi hobbies preferiti: la raccolta funghi e la pesca. Nel frattempo col suo solito buonumore si preparava a rallentare finalmente i ritmi, a fare lunghe passeggiate col suo cane, a rifugiarsi in garage dove ama fare dei lavoretti insieme al cognato Aldo, ad allenarsi alternandosi al tapis roulant insieme al figlio David, a fare la spesa con calma senza guardare l’orologio. Qualche anno fa, durante un ricovero ospedaliero, a Carlo hanno riscontrato il morbo di Paget, anche conosciuto come “Osteite deformante”, una malattia cronica che interessa l’apparato scheletrico negli adulti. Non è stato facile per lui accettare la malattia e negli ultimi due anni aveva faticato ad essere il solito Carlo che tutti conoscono, quello gioioso, pronto a scherzare. Poi, a quattro giorni dalla pensione, il 4 dicembre 2020, il ricovero d’urgenza per polmonite bilaterale da Covid. Un ricovero durato ben 49 giorni, durante il quale Carlo ha incontrato compagni di sventura che si sono rivelati importanti per affrontare i momenti di profondo sconforto che purtroppo non sono mancati.

“Oggi che è stato dimesso – ci racconta sua figlia Katia – mio padre è diverso, migliore, è tornato a sorridere”. Dalle parole di Katia si evince che grazie al periodo trascorso in ospedale, suo padre ha ritrovato la gioia di vivere, ha riscoperto quanto sia preziosa la vita. Per questa ragione Carlo ha deciso di scrivere una lettera per rendere merito a tutti i medici e agli infermieri che in ospedale ha conosciuto ma anche a tutti gli altri che quotidianamente si dedicano alla cura dei malati. Malati che mai come in questo ultimo anno, si sono dovuti confrontare oltre che con i dolori, anche con le paure, le incertezze su quello che potrebbe accadere una volta entrati in ospedale. Medici che lavorano ogni giorno con competenza non tralasciando di infondere fiducia, entrando in empatia con i pazienti, con delicatezza, instaurando rapporti profondi.

“Vorrei dedicare questa lettera a tutti gli operatori dell’ospedale Bassini e non solo – scrive Carlo – ma il mio pensiero va anche ai medici e agli infermieri di tutta Italia. Oggi, dopo 49 giorni di battaglia contro il Coronavirus, sono stato dimesso: ero ricoverato all’ospedale Bassini. Ogni giorno era diverso dal precedente, ogni giorno ricominciava da capo, tra alti e bassi, anche quando tutto sembrava andasse bene, le apparecchiature leggevano il mio stato di salute e nonostante mi sembrasse di stare meglio, così non era! 

È stata dura combattere con un nemico invisibile, vigliacco, che entra dentro al tuo corpo in punta di piedi e danneggia gli organi più delicati: i polmoni, le vie respiratorie: il mezzo di trasporto per la vita. Devi reagire tempestivamente con tanta rabbia! Sì, la rabbia, serve per combattere, per portare a casa la pelle, perchè a casa c’è sempre qualcuno che ti aspetta e comunque anche chi ti aspetta ha combattuto al tuo fianco moralmente questa disgrazia, in silenzio! 
Sono convinto che una moglie, un figlio, un parente, un amico, non vivano bene durante un periodo così lungo e buio, perché i problemi nascono giorno dopo giorno e anche quando pensi che tutto sia finito, quando credi che finalmente riuscirai ad oltrepassare quell’ ultima porta…Tac! Ecco che sorgono imprevisti, scivoli via in un reparto ancora più attrezzato, “veloce, veloce” le corse contro il tempo e ti casca il mondo addosso, eh già, mi è capitato anche questo! 

Nonostante tutto, “mi reputo una persona fortunata” per merito di mia moglie Silvana che il 4 dicembre 2020 misurandomi l’ossigenazione con il saturimetro aveva riscontrato valori sotto la soglia di rischio. E’ stato in quel momento che mia figlia Katia mi ha prontamente portato al pronto soccorso dove mi hanno subito preso in cura utilizzando l’ossigeno. 
L’ossigeno: il protagonista che ha tenuto in vita e ha salvato tutti i colpiti da questa pandemia. 
“La medicina” fondamentale, oltre al cortisone, agli antibiotici, all’eparina… 

Oggi voglio rivolgere un grande, enorme, infinito GRAZIE, a tutti ma proprio a tutti i Medici, agli infermieri, agli operatori soci sanitari, agli addetti alla sanificazione, a tutti quelli che orbitano nel settore. Grazie per la Professionalità e l’Umanità, per il calore umano che trasmettono ai pazienti rassicurandoli con gesti d’Amore, sgridandoli a volte, se necessario, stimolandoli a reagire. Sono stato sgridato anch’io e la lezione mi è servita. La mia esperienza personale mi ha segnato dentro in modo positivo.

Ogni giorno ho apprezzato questa professione, una missione svolta da persone eccezionali che nonostante indossino per 10/12 ore al giorno un abbigliamento protettivo scomodo, pesante e che limita i movimenti, riescono a muoversi come Farfalle da un paziente all’altro e sempre col sorriso sulle labbra.
Grazie per tutto quello che fate! 
Che Dio vi renda merito perché siete Angeli.
Grazie a tutto il team Bassini,
un abbraccio forte forte … 
un Vostro paziente…
Di Lauro Castrese “Carlo”.

Stefania Vezzani

Stefania Vezzani

Vivo a Cinisello da sempre e mi ritengo una persona fortunata: ho avuto nonni speciali e ho genitori affettuosi. Mi hanno resa forte, ottimista, mi hanno insegnato che nella vita se hai qualcosa lo devi condividere. Da qui il mio forte bisogno di rendermi utile. Vivo con questa filosofia:  "Chiediti se ciò che fai agli altri, ti farebbe del male se a riceverlo fossi tu". Collaboro col giornale da oltre 7 anni, mamma di tre figli, felicemente sposata,  ritengo un dono l'amicizia, sono allegra, amo leggere, scrivere, cucinare, camminare, adoro stare all'aria aperta.

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Un commento

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  • Grazie Stefania, mi hai toccato il cuore 💜

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