15 Agosto 2022

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La solitudine degli adolescenti nella pandemia

Di Manuela I. Rotondo

Già dopo il primo lockdown, primavera scorsa, ci si era accorti che intorno agli adolescenti si era formata una sorta di irrequietezza. Basta scrivere su Google le parole “adolescenti lockdown” ed escono pagine di articoli sull’argomento, tutte datate da giugno 2020. La situazione dei giovani senza sport, senza scuola, senza amici, “inchiodati al nido materno” definisce un’ansia sociale che vivono molti di loro. Si sentono e sono come in una “bolla” obbligata.

In antropologia, si può definire come uno spazio personale, una bolla invisibile, dentro la quale non è gradita la presenza di un’altra persona (se non richiesta), che si estende al di là del corpo fisico ed è influenzata dalla cultura, dal carattere e dalla società in generale. Sono passati attraverso la noia e hanno dovuto ricostruire la loro routine quotidiana, stimolando la loro creatività.

Uno spiraglio lo hanno visto in estate, hanno potuto riincontrarsi tra coetanei. Ma poi sono risaliti i contagi, perché molti senza mascherina o distanziamento, hanno trascurato l’aspetto Covid. Una delle maggiori conseguenze dell’isolamento è la dipendenza da tecnologia, utile per l’apprendimento e il tenersi informati, ma gli adulti hanno dovuto e devono costantemente intervenire ponendo dei limiti.

A novembre 2020, a Roma, si riscontra un boom di casi di cutting giovanile e tentativi di suicidi. A dicembre 2020 si registrano casi in aumento di adolescenti che presentano sintomi ossessivi-convulsivi, anche nei bambini. La relazione e la comunicazione in famiglia è la base di una felice e serena convivenza. Ma quanto una famiglia può reggere in autonomia?

Ed ecco che dall’inizio di gennaio 2021 ad oggi molte associazioni propongono corsi e incontri online, gratuiti, sulle piattaforme che tutti in questi mesi abbiamo imparato ad usare. Il Governo, i genitori e gli studenti puntano alla ripresa scolastica: un diritto essenziale. Allora, che sia proprio un anno di speranza questo 2021 e che i ragazzi possano tornare al più presto tutti sui loro banchi di scuola e vivere ciò che l’adolescenza è: vita sociale, dentro e fuori i cancelli scolastici.

Redazione "La Città"

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