18 Agosto 2022

Il giornale di Cinisello Balsamo e Nord Milano

Le “gabbie sanitarie” di Letizia e la destra che non cambia mai

La signora Brichetto-Moratti ha pensato bene di proporre, non più tardi di ieri, le “gabbie sanitarie”. Per quelli che governano la nostra Regione gli alti piani del Pirellone (forse) producono un effetto stordente. Pensando e dichiarando di privilegiare, nella distribuzione del vaccino anti-covid, le regioni con il pil più alto, altro non è che ribadire un concetto di distribuzione della salute parametrandola ad un accordo tra potentati. Quando il nemico è uno solo e ben identificato nel virus che circola con inquietante pericolosità? E’ invalso (in questa triste fase) che esponenti politici regionali, comunali di quartiere, si ostinino a considerare la gestione della Pandemia oggetto di trattativa.

Perfino, Giacomo Ghilardi, dice la sua parlando di “frottole del Governo”. Risibile scopiazzatura del suo capo in testa. Siamo alle solite, nel Paese che amiamo ma che vorremmo più serio nell’affrontare i problemi di tutti. Direi, con una punta di ostinato egualitarismo: un Paese serio avrebbe una sanità totalmente pubblica. Costi quel che costi. Di sicuro la Signora Brichetto-Moratti si ricorderà quando circolava, lei sindaca di Milano, insieme a Bossi, con Maroni, con De Corato e con quel benvestito di Formigoni, vantandosi dell’efficienza lombarda.

Dovrebbe rammentare dove è finito il “celeste” ex presidente regionale. Sa anche di Fontana e dell’inchiesta che lo riguarda legata agli interessi di famiglia. Ha sotto gli occhi i disastri nella gestione sanitaria dell’attuale Giunta Regionale. Oggi, Brichetto-Moratti, ha il coraggio di riproporre una iniqua distribuzione di vaccini. Senza nessun turbamento interiore, convinta di essere nel giusto. Tanto, per emendarsi, basta un’oblazione a San Patrignano. Mi pare evidente: ostinandosi a considerare l’attuale destra italiana una componente utile al confronto si rischia d’accanirsi contro la stessa nostra democrazia.

Ivano Bison

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