Il balzo di Alparone, da Paderno alla giunta di Fontana

Nel Fontana-bis, il governo di rimpasto del governatore lombardo, scaturito dalla sostituzione dell’assessore alla sanità Giulio Gallera con Letizia Moratti, c’è posto anche per Marco Alparone. L’ex sindaco di Paderno Dugnano, ras locale di Forza Italia, padrino politico di molti degli esponenti forzisti dei comuni del Nord Milano, soprattutto nell’area tra Paderno, Cusano e Cormano, è riuscito ad entrare in giunta.

Avrà un ruolo non di primo piano e di cui ci si chiede l’utilità ma comunque è entrato nella foto di gruppo e, considerata l’abilità di restare a galla nonostante un partito ormai ridotto ai minimi termini e il carattere inossidabile, è destinato a rimanerci a lungo e forse a guadagnare una posizione di primo piano. Da qualche giorno Alparone è sottosegretario alla “Delegazione di Bruxelles e Sistema dei Controlli”. Impossibile trovare una traduzione per capire meglio cosa sia chiamato a fare di preciso. Per il momento sappiamo bene cosa ha fatto nel passato.

Entrato in consiglio regionale nel 2018, un anno prima della fine del suo mandato di sindaco, si è occupato di finanze come presidente della commissione Programmazione e Bilancio. Recentemente ha ricevuto il ringraziamento pubblico del sindaco di Cormano, Luigi Magistro (suo sodale di lunga data), per un finanziamento regionale destinato ai lavori nelle scuole del suo comune. Apprezzato quindi, dai suoi amici, sparsi nelle istituzioni del nord Milano, a cui riserva attenzioni e cure. Ruolo che un tempo era ricoperto da Mario Mantovani, per anni sindaco di Arconate e capo indiscusso di Forza Italia in tutta l’area del nord ovest milanese. Superata l’era Mantovani è arrivato Alparone.

Nel 2009, a dispetto di tutte le previsioni, conquista Paderno Dugnano, roccaforte rossa dal dopoguerra. Giovane farmacista di origini catanesi, Alparone si distingue subito per scaltrezza e capacità di aggregare le più differenti istanze dei padernesi delusi e stanchi di un’era politica che sembra giunta al capolinea. Paderno Dugnano, comunque amministrata con criterio e senza scandali da molti anni, cambia bandiera e Alprone si fa punto di riferimento e speranza per la destra in un un’area dove Forza Italia e Lega non hanno mai toccato palla. Rieletto sindaco nel 2014, nel 2018 fa l’agognato balzo in Regione, lasciando a Paderno un’eredità controversa: pochi risultati visibili, questioni ancora aperte legate alle infrastrutture e soprattutto divisioni e polemiche tra alleati di centrodestra. Nel 2019 Ezio Casati, ex parlamentare PD e già sindaco, ne approfitta e riconquista la città, raccogliendo l’insoddisfazione della maggioranza dei padernesi.

(nella foto la sindaca di Cusano Valeria Lesma, il sindaco di Cormano Luigi Magistro e Marco Alparone)

Fabrizio Vangelista

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