Appalto del calore senza gara a Cusano. Scontro in consiglio comunale

Succede tutto allo scadere dell’anno 2020. E succede che la giunta di Cusano Milanino (centrodestra) il 28 dicembre scorso ha portato in aula una delibera che prevedeva l’adesione del comune alla società Ates. Acquisendo l’1,099% di quote, Cusano Milanino è entrata nella società pubblica, costituita da diversi piccoli comuni tra cui Trezzo D’Adda, e ha così affidato in automatico la gestione del calore degli stabili e degli impianti comunali ad Ates senza una gara pubblica. La delibera è stata votata dalla maggioranza di centrodestra ma ha causato uno scontro in consiglio, con le opposizioni che hanno abbandonato l’aula.

Partito Democratico, Lista Civica Fare di Più e Cusano Milanino Ambientalista e Solidale non se la sono sentita di partecipare al voto di una delibera presentata in fretta, allo scadere dell’anno e che conterrebbe rischi di irregolarità. L’opposizione contesta l’assenza di una gara pubblica per un appalto rilevante come quello del calore, scaduto già nel luglio del 2020 e mai rinnovato. E soprattutto l’opportunità di acquisire una quota di una società costituita da 18 piccoli comuni, appartenenti ad un’area non omogena a quella di Cusano, di cui due municipi detengono la quasi maggioranza delle quote.

Un’operazione di cui – dice l’opposizione – non si comprende l’interesse pubblico per i cusanesi e che pare essere stata architettata soltanto per non procedere alla gara d’appalto, che non era stata mai predisposta. Il centrosinistra promette battaglia perché molte delle questioni aperte dalla delibera di Capodanno andranno chiarite. Non ultime la verifica della legittimità nel non avere sondato il mercato per l’affidamento di un servizio come prescrive la legge e la verifica dei requisiti di adeguatezza amministrativa e normativa della società Ates all’affidamento dell’appalto del calore.
(nella foto la sindaca Valeria Lesma)

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Redazione "La Città"

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