11 Agosto 2022

Il giornale di Cinisello Balsamo e Nord Milano

Covid: diritto di visita e diritto di salute per figli di genitori separati

Tra le complicanze provocate dalla pandemia in pochi stanno evidenziando quanto le misure restrittive, imposte dai protocolli sanitari, possano incidere sulla vita dei minori di genitori separati.
A prima vista e da parte di chi non ne vive la quotidianità potrebbe apparire una semplificazione immaginando, a sproposito e paradossalmente, che la separazione diventi risolutiva per evitare i contagi.
Tuttavia, la questione è tutt’altro che semplice. Anzi.
Specialmente se si hanno figli lontani dalla propria dimora si rafforza e si mantiene, profondamente vivo, il sentimento nei loro confronti. Vediamo perché le situazioni familiari con gestione minori non sono facili. Lo sono, ancora meno, in tempi di coronavirus ove si cercano certezze sul diritto del genitore separato di poter stare con i propri figli. Diritto di visita o diritto di salute?
Il dubbio ha indotto alcuni genitori a ricorrere al Tribunale richiedendo l’emissione di pronunce urgenti. Alcuni genitori hanno invocato l’emergenza sanitaria per giustificare il mancato esercizio di visita; altri per non far vedere al genitore non collocatario i propri figli. Per chiarezza: non collocatario è un (astruso) neologismo giurisprudenziale per intendere la persona presso cui non abita il minore. Mi scuso se per brevità lo utilizzerò anche più avanti.
In risposta alle domande ricorrenti, le autorità affermavano che: “Gli spostamenti per raggiungere i figli minorenni presso l’altro genitore sono consentiti”. Il Tribunale di Milano con una sua pronuncia ha chiarito: “… alcuna chiusura di ambiti regionali può giustificare violazioni, in questo senso, di provvedimenti di separazione o divorzio vigenti”. Nonostante poi il DPCM del 22 marzo abbia vietato o limitato gli spostamenti da Comune a Comune, si è cercato di evitare una interpretazione troppo restrittiva e quindi punitiva per i genitori separati non collocatari e non residenti nello stesso comune.
Si è pensato a risolvere l’interpretazione nel senso che: per il minore frequentare il genitore rientra nella tutela del suo equilibrio psico-fisico e quindi causa di “motivi di salute”. Nel frattempo, dobbiamo registrare la mancanza di uniformità nell’iter giuridico. C’è chi ha accolto l’istanza di sospensione del diritto di visita sostituendolo con la videochiamata e chi ha disposto il collocamento alternato per limitare gli spostamenti. Questa prassi si è attutita nei mesi estivi quando la gestione dei minori è ritornata ad essere esercitata come da sentenza di separazione o divorzio, così come il diritto di visita del genitore non collocatario.
Ora, però, si profila un’altra e sempre più evidente emergenza sanitaria la quale porterà, inevitabilmente, a nuove restrizioni. Con ciò i ragazzi corrono il rischio di essere privati (ancora una volta e in un momento così particolare) della presenza di entrambi i genitori. Bisognerà che tutti utilizzino il buon senso. Pertanto si dovrà tendere a un bilanciamento dei diritti usando la ragionevolezza, non dimenticando che l’obiettivo principale dei genitori (e della legge) è quello della tutela del minore. Pur in situazioni emergenziali come quelle attuali.

Fabrizia Berneschi

Di professione avvocato civilista, dirige un proprio studio legale in Cinisello Balsamo (MI). Componente commissione famiglia e minori dell’Ordine Avvocati di Milano, ha ricoperto anche ruoli politici e istituzionali sia a livello comunale che provinciale. Iscritta dall’anno 2000 all’albo dei giornalisti pubblicisti. Madre di due figli: Nicolò e Ludovica.

Articolo precedente

Alessandro De Berti, la musica incontra la pittura

Articolo successivo

L’impatto del Covid sulla scuola, l’insegnante: “Problemi sì, ma si resiste”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.